Il Milan piega la Roma nel derby degli americani

I rossoneri di Elliott battono i giallorossi di Pallotta grazie ai gol di Rebic e Calhanoglu su rigore, Dzeko in giornata no

MILANO

Come fra due pugili stremati, il Milan ha trovato uno spiraglio di lucidità per stendere la Roma e lo ha fatto. Il caldo è stato il principale avversario delle due squadre e a San Siro è finita con molti rossoneri a terra con i crampi, e Pioli che festeggiava la prima vittoria del campionato contro una delle prime della classifica, fondamentale per la zona Europa League. «Mandiamo un segnale - ha detto -. Era un tallone d'Achille non aver mai battuto un avversario che sta davanti. L'obiettivo è riportare il Milan in Europa». Fonseca invece ha visto la Roma afflosciarsi dopo 75’ in cui ha dominato la noia e, dopo aver sostituito uno Dzeko opaco, ha incassato la prima sconfitta dopo tre successi. «Una partita regalata» la definisce il tecnico giallorosso, sottolineando anche che il Milan ha avuto due giorni in più per prepararla. I rossoneri hanno tirato fuori energie extra e rimediato all'assenza di Ibrahimovic.


Ci ha pensato Rebic a trascinare il Milan e il suo ottavo gol in campionato, al 31' st, è l'emblema di una partita ricca di errori. Palla persa a centrocampo da Zappacosta, Mirante salva su Kessie, poi con la schiena devia sul palo un destro di Rebic, che ha così una seconda chance e non la sbaglia di potenza. Poi chiede il cambio perché non sta in piedi. A conti fatti Mirante è il migliore della Roma. Al 44' intuisce anche il rigore (fallo di Smalling su Hernandez) che Calhanoglu realizza sfilando il compito al rigorista Kessie.

Nel derby fra portieri di Castellammare di Stabia, Donnarumma si deve impegnare solo nel finale. «Il Milan ha il dovere di provare a tenerlo, è il migliore portiere al Mondo», sancisce il dt Maldini, che festeggia con i dirigenti la vittoria nel derby fra i due club con proprietà americane. Il pericolo più evidente creato dalla Roma resta un colpo di testa al 20' di Dzeko. Marcato anche da un Kjaer che «ha giocato quasi zoppo», come ha spiegato Pioli, il bosniaco non brilla in una squadra cambiata per metà rispetto a quella che ha battuto la Sampdoria. Kluivert è anonimo, Pellegrini si becca un'ammonizione che gli costerà l'Udinese e dopo mezz'ora la Roma si spegne. Fonseca fa cinque cambi, due in più di Pioli, ma non riesce a dare la scossa né a sfruttare le indecisioni del Milan a centrocampo.

Incidono Paquetà e Saelemaekers, entrati al 54', e i rossoneri pungono quando riescono a giocare di prima. Più lucido nel momento chiave, il Milan piazza il doppio colpo del ko. —