Tradizione e passione Braiati e questa lunga avventura nel mondo del pallone

Il presidente regionale racconta: dagli inizi al vertice del Crer «Gli albori al Frutteti, poi un percorso fatto di trasparenza»

ferrara

La musica ed il calcio sono le sue due più grandi passioni. La prima è collezionata con migliaia di dischi (anni Sessanta, in particolare). La seconda l’ha coltivata più da uomo di scrivania che di campo e tutt’ora lo vede impegnato attivamente nel secondo mandato come presidente del Crer Emilia Romagna. Paolo Braiati sta vivendo giornate particolarmente intense. Di quelle che sin dal suo insediamento come “pres” (nel 2012) al posto di Maurizio Minetti non aveva di certo mai incontrato, se tolta l’altra difficile parentesi legata al terremoto che l’aveva visto assai attivo nelle zone colpite, con particolare riferimento ai centri sportivi. Abbiamo voluto fermargli per un attimo il frenetico tempo dell’attualità, per ricordare come si è instaurato quel bel filo che negli anni ha legato Braiati al mondo del calcio dilettantistico, prima provinciale e poi regionale.


Velocità

«Da bambino – racconta Braiati – sono stato campione regionale dei 200 metri di corsa: questa era praticamente la mia unica dote. Perché nel calcio giocato ero molto scarso e i risultati personali, prima da portiere poi da giocatore di movimento, non arrivavano. E così, anche nella squadra del mio quartiere, ho iniziato a far l’organizzatore». Col passare degli anni sono arrivati la carriera come dipendente comunale, la nascita del figlio Edoardo e quindi l’apertura spalancata della Porta Mare.

Il Frutteti

«Stiamo parlando degli albori di quella meravigliosa realtà. Rolando Quaranta portò mio figlio (aveva otto anni; ndr) a giocare nel settore giovanile e da quel momento ho iniziato a collaborare con la società. Ho sempre pensato che i genitori dovessero e potessero diventare delle risorse dando una mano. Il mio coinvolgimento (siamo nel 1988; ndr) è stato voluto da Pietro Macalli, un grandissimo intenditore di calcio giovanile. Mi sono immediatamente appassionato al lavoro di segreteria, con la carta che sapevo maneggiare e trattare. Il Frutteti era diventata in pochissimo tempo una realtà di riferimento per il calcio giovanile ferrarese e si era fatta conoscere anche in ambito regionale con un bellissimo campionato Allievi vinto dai vari Bardella, Rizzati, Fiorini. Abbiamo anche collaborato con la Spal che ci portava tanti ragazzi che fecero poi discrete carriere».

Con WM

Braiati nel frattempo aveva conosciuto Walter Mattioli a una pizzata tra dirigenti: «Così è nato il Cif (Club Intersocietario Ferrarese; ndr). Un organismo che ha messo in contatto tra loro le 100 società dilettantistiche estensi per dialogare con la federazione. Penso sia stata un’esperienza mopositiva: tant’è che mi piace pensare che la bella collaborazione che tutt’oggi esiste tra le società ferraresi sia anche merito di quel percorso che poi negli anni si è formalmente sciolto ma che magari ha lasciato questa bella via del colloquio e del confronto».

Crer

Allo scoccare degli anni 2000 Braiati viene stimolato da Angelo Ferraresi (dirigente per tanti anni dell’Olimpia Quartesana) e da Nevio Pampolini a candidarsi come consigliere nella federazione regionale. «Sì, la mia esperienza è nata così. Poi è arrivata anche la pensione e ho avuto più tempo per aiutare l’allora presidente Minetti che mi aveva voluto come suo vice. Nel 2012 è poi avvenuto il passaggio di consegne e tutt’oggi sono qui al lavoro con i medesimi principi: la trasparenza, il rigore, la determinazione, l’organizzazione e la precisione. Non ho mai fatto particolari promesse, ho sempre pensato che la gente dovesse guardare ciò che è stato fatto. L’impegno è sempre massimo». Chiaramente anche in questo durissimo periodo: «Anche quest’estate non esisteranno le ferie, agosto sarà un mese come sempre fondamentale. Stiamo cercando di mettere i tasselli al posto giusto in tutti gli ambiti: è una bella responsabilità, ma non lo sento come un sacrificio».

La missione di Braiati prosegue verso l’obiettivo: la salvaguardia, ordinata, di tradizione e passione. —

Alessio Duatti

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