Spal, in dodici giorni si decide quasi tutto: o la va o la spacca

Dalla gara di domani col Milan ai tre successivi scontri diretti con Samp, Udinese e Genoa: retrocessione o nuovo slancio

FERRARA. Si può essere estremamente realisti: la logica, l’andamento dell’intera stagione e l’esito delle due gare post-ripresa del campionato, dicono che la Spal non sfuggirà ad una retrocessione in serie B già ben delineata. Si può anche manifestare uno sciovinismo al limite dell’irrazionale, esibire una ferraresità che acceca, ed affermare tout court che la Spal ce la farà, si salverà.

1-12 LUGLIO


Alla fine è consigliabile la via di mezzo: la situazione della Spal è molto più che compromessa, però prima di alzare definitivamente bandiera bianca(azzurra), si aspetti ancora un attimo. Non tanto. Meno di due settimane. Giusto dodici giorni, dall’1 (domani) al 12 luglio. Lo spazio temporale che racchiuderà le quattro partite (Milan al “Mazza”, Sampdoria a Genova, Udinese a Ferrara, Genoa a “Marassi”) che decideranno tutto. O quasi tutto. Nel senso: se andranno male, la retrocessione sarà certificata. Se porteranno l’auspicabile bottino di punti, allora la Spal avrà risolto nulla se non... tornare in gioco, il che sarebbe in realtà tantissimo. Al proposito, è lecito porsi un interrogativo: quanti ne serviranno, di punti, in queste quattro partite?

SFIDE CRUCIALI

Intanto, sarebbe bene che non arrivasse nessuna ulteriore sconfitta, dopo le ultime due con Cagliari e Napoli. Anche e soprattutto nelle tre gare successive a quella di domani contro il Milan: si tratterà infatti di tre, fondamentali, scontri diretti. Al termine dei quali sarebbe cosa buona e giusta aver raccolto qualcosina come almeno 7 punti, in aggiunta a ciò che magari potrà/dovrà essere strappato proprio al Milan. La Spal, ora ultima alla stessa quota (18) del Brescia, per salvarsi dovrà mettersi dietro tre squadre. Ciò significa che da qui alla fine (dieci turni totali) dovrà conquistare 1 punto più del Brescia, 8 più del Lecce (che si trova a 25) e 9 più di Genoa o Sampdoria (o di entrambe, appaiate a 26).

Poi, se vogliamo, ci sarebbero anche Udinese (28) e Torino, che ha la fortuna di essere salito a 31 ma che per quanto visto è la peggiore di tutte per espressione di (non) gioco e per altre cosettine ed incongruenze assortite. Ma, almeno al momento, friulani e granata sono lontani. Meglio concentrarsi sulle altre: Lecce e le genovesi. È evidente che anche con un bottino dai 7 ai 10 punti nelle prossime citate quattro partite, la Spal resterebbe o rischierebbe di restare in ritardo rispetto a chi la precede. Dipenderà da quanto porterà a casa. Ma se anche non colmasse interamente l’handicap, è presumibile che arriverebbe comunque a ridosso o alla pari delle contendenti. Come dire che il campionato dei biancazzurri non avrebbe alcunché di deciso, però si aprirebbe a nuove e ben più liete prospettive. A quel punto una Spal dall’animo rinvigorito se la giocherebbe alla grande fino al termine. Resterebbero sei partite: Inter, Roma, Torino e Fiorentina al “Paolo Mazza”; Brescia e Verona in trasferta.

LE SUCCESIVE SEI GARE

Un cammino difficile ma certamente non proibitivo. Mettendo in conto di perdere (teoricamente) contro l’Inter, le altre sarebbero gare giocabilissime, 11 punti sarebbero conquistabili; aggiunti agli attuali 18 farebbero 29 totali. Cui sommare quelli da mettere in tasca nelle quattro partite più immediate, quelle citate inizialmente, quelle dei prossimo dodici giorni. Probabilmente ci si salverà ad una quota più bassa di quella rappresentata dalla soglia dei 40 punti: a 38, se non addirittura a 36, quest’anno ce la si potrebbe cavare. Teoria, appunto. Calcoli. Proiezioni. Tabelle. La quotidianità è altra, ma si fa per ragionare, per capire quali potrebbero essere le vie spalline verso la salvezza. È comunque chiarissimo che la speranza, o quel che ne resta, può essere alimentata solo a condizione che si verifichino due fattori totalmente mancati (e non certo per la prima volta, anzi) nelle ultime due partite contro Cagliari e Napoli: la capacità di esprimere uno slancio agonistico consono ad una squadra che lotta per la salvezza; ed un’altra capacità: quella di fare punti, possibilmente (necessariamente) vincendo.

SVEGLIA IMMEDIATE

Tutto ciò dovrà accadere per forza - e con la dovuta continuità - contro Milan, Sampdoria, Udinese e Genoa. I biancazzurri dovranno darsi immediatamente una bella svegliata (forse è questo che intende mister Di Biagio quando parla della necessità di una ben maggiore consapevolezza di quanto ci si gioca), senza commettere passi falsi e conquistando un robusto bottino di punti, affinchè si possa poi giocare un finale di stagione stile “o la va, o la spacca”. In caso contrario, il sipario della serie A calerà sulla Spal già allo scoccare del 12 luglio. E non è ciò che si vuole.—