Bonifazi, storia di un grande flop che fotografa l’annata spallina

La prova di Verona è stata l’ennesima tappa negativa della squadra  e del difensore che a gennaio era tornato tra enormi aspettative 

la delusione

La terza era biancazzurra di Kevin Bonifazi si è rivelata un vero e proprio flop. Tanto netto, quanto inaspettato. Perché se si riavvolge il nastro a 365 giorni fa, il nome del difensore era uno di quelli più sognati da tutto il popolo biancazzurro e da dirigenti e staff tecnico.


non si può spendere

Bonifazi per una questione economica (riferimento alla conferenza stampa societaria del 13 settembre 2019) non era arrivato durante la finestra estiva: «La Spal non può spendere 13 milioni per un difensore – spiegava Vagnati – perché non è giusto. Igor dovrà essere il nuovo Bonifazi».

Ecco. Passano le settimane, Igor si rivela inadeguato, la Spal non può aspettarne la crescita, lo cede alla Fiorentina ed a gennaio la società compie quello sforzo (da 12 milioni obbligati al riscatto dopo il 1 aprile) per riportare Bonifazi a Ferrara per la terza volta.

Il passato

La prima di queste nella stagione cadetta 2016/2017 con la grande intuizione del prestito dal Torino. Bonifazi cresce sotto l’ala di mister Semplici collezionando 20 presenze e siglando 3 reti. La Spal viene promossa in A ma non riesce a riavere Bonifazi che col Torino gioca veramente poche partite e vede il suo volo tarpato. I biancazzurri insistono e nella loro seconda stagione di serie (l’anno scorso) e riportano a casa Kevin, autore di un campionato sensazionale nel quale il difensore riesce a mettere in mostra personalità, strapotere fisico, automatismi come terzo di sinistra nella difesa di Semplici e una potenza offensiva con 2 reti pesanti e gloriose contro Roma e Juventus. Poi, la rinuncia biancazzurra nell’estate 2019 e l’appuntamento col ritorno a gennaio 2020.

boato ed errori

Quando Bonifazi viene riaccolto da un clamoroso boato d’amore dal popolo spallino durante la gara col Bologna. Dove già si registrano le prime sbavature che lasciano incredulo chi era abituato al “vecchio” Kevin. Il difensore passa un brutto pomeriggio all’Olimpico contro la Lazio, poi trova il gol nel match interno col Sassuolo e corre ad abbracciare Semplici (esonerato a fine partita). Alla Spal arriva Di Biagio che Bonifazi conosce dai tempi dell’Under 21: il mister ha grande stima in lui e lo schiera titolare inamovibile nel nuovo sistema arretrato a quattro dove Bonifazi però naufraga: errori ripetuti, di concetto, di posizione, di scarsa attenzione. E così anche una delle certezze degli ultimi anni alza la bandiera bianca. Assente col Torino (squalifica rimediata causa espulsione dalla panchina contro la Roma), riappare a Verona rimediando un’altra marea d’insufficienze.

Futuro

Ora la palla passa a Zamuner, che perlomeno sulla questione Bonifazi avrebbe sperato di non dover impiegare prezioso tempo. L’investimento di gennaio andrà tutelato, la Spal non potrà perderci troppo. —

Alessio Duatti

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