Spal, la posizione di D’Alessandro può essere decisiva

Può giocare su entrambe le corsie. In mediana o avanzato. Sul piede forte l’esterno ha i mezzi per risultare devastante

 

FERRARA. A sinistra? A destra? Nella linea a quattro del centrocampo? O più avanzato? La collocazione migliore, per Marco D’Alessandro, può rivelarsi estremamente fruttifera per la Spal, suscettibile di trarre massimo profitto dalle doti dell’ala/laterale/esterno (lo si definisca come si preferisce), miglior giocatore di campo dei biancazzurri sia a Monza che contro il Cosenza.
Adesso si tratta di fare una riflessione, un’analisi, e capire dove andrà collocato sabato alla ripresa del campionato sul campo del Pordenone. Per questo cerchiamo di inquadrare un attimo i friulani.


Cosa dice il recente cammino del Pordenone?
Dice che nell’ultimo campionato i ramarri si sono piazzati al quarto posto, venendo poi eliminati nella semifinale play off perdendo in casa contro il Frosinone dopo aver fatto il più difficile vincendo in Ciociaria. Una contraddizione, se si pensa che il Pordenone ha terminato in terza posizione nella graduatoria del rendimento interno (38 punti conquistati contro 20 in trasferta). I numeri sottolineano anche che i friulani hanno disputato un grande girone d’andata (34 punti, secondo posto dietro il Benevento) ed un pessimo ritorno (14ª posizione con appena 24 punti).


Sabato, alla ripresa del campionato, la Spal dovrà prestare attenzione al cospetto di una squadra che le abili mani di mister Tesser hanno plasmato a dovere, e che gioca a memoria, prediligendo il 4-3-1-2. Nelle prime due giornate di questo torneo il Pordenone ha conquistato altrettanti pareggi, giocando sempre in trasferta (0-0 a Lecce, 1-1 a Vicenza), mentre con la Spal farà il suo debutto interno. Insomma, si fa per dire. I neroverdi hanno infatti eletto come campo di casa il “Teghil” di Lignano Sabbiadoro, e ciò a causa dei lavori di adeguamento del “Bottecchia” di Pordenone.

Osservato il contesto friulano, bisognerà capire se mister Marino riproporrà la Spal con il 3-4-1-2 visto con Bari e Cosenza o se tornerà al 3-4-3 di Monza o se magari varerà il 3-4-2-1. Molto dipenderà dall’utilizzo o meno dal primo minuto di Sebastiano Esposito, che da mercoledì scorso è in stage con la Nazionale Under 20 e vi resterà fino a dopodomani. Come dire che nell’avvicinamento al Pordenone il tecnico spallino non ha mai potuto contare sulla presenza dell’attaccante (come del fratello Salvatore e di Sala e Ranieri e Okoli, tutti con le Under). Ciò potrebbe quindi indurlo al 3-4-3 iniziale, ed in tal caso D’Alessandro giocherebbe presumibilmente avanti, mentre con il 3-4-1-2 o nel 3-4-2-1 agirebbe nella linea mediana. Ma su quale fascia?


Al di là delle tante possibilità che ha e che avrà a disposizione, pensiamo che Marino in prospettiva, con una Spal a regime, possa schierare Sala a sinistra e dirottare D’Alessandro a destra. Perché è vero che l’allenatore ama i “piedi invertiti” (in particolare nel tridente), e che D’Alessandro a Monza si è reso protagonista di un dirompente spunto da sinistra che per un nulla non è sfociato nel gol, e che in parte si è ripetuto con il Cosenza, ma agendo a destra, senza dover rientrare per calciare, può forse esprimere meglio il guizzo, la corsa, l’imprevedibilità, la capacità di eliminare gli avversari e di crossare col piede preferito. E nelle due precedenti gare si è visto quanto bisogno abbia la Spal di ultimi passaggi, e cross, precisi. D’Alessandro può garantire un plus. —
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