Il Covid è alla porta, i resti della Spal cedono all’Empoli

Scoperte 4 positività e out per la gara Berisha (in tribuna), Strefezza e Paloschi. Grande prova della squadra, in vantaggio e poi rimontata e battuta alla distanza

Paolo Negri / INVIATO A EMPOLI

Nella notte d’inizio dell’antica Coppa dei Campioni, la Champions della Spal si chiama Empoli. Partitissima in casa della co-capolista, la fresca ex squadra di mister Marino, la formazione con all’attivo già due vittorie, contro gli zero successi (un paio sfumati per una fatale questione di secondi) dei biancazzurri. Gara complicatissima, anche e soprattutto perché pesantemente condizionata, in casa Spal, dal deflagare della bomba Covid-19 che ha squassato le ore di vigilia. Ben oltre la mezzanotte arriva la nota della Spal: “In seguito a nuovi controlli previsti dal protocollo in essere, è emersa la positività al Covid-19 di tre atleti e di un membro dello staff. I quattro tesserati del gruppo squadra, tutti asintomatici, sono stati posti in isolamento secondo le direttive federali e ministeriali”. Non convocati Gomis, Berisha, Strefezza e Paloschi. Ma poi Berisha arriva in tribuna, forse per un ritardo dell’esito del tampone e comunque sicuramente non lui tra i positivi. Tra tanto caos, alla fine, per la Spal una sconfitta ingiusta.


Squadra rimaneggiata

Biancazzurri quindi in campo con uno schieramento che s’inchina alla logica delle sostituzioni obbligate, e del turn over visti i tanti impegni ravvicinati. Assenti anche D’Alessandro, infortunatosi contro il Pordenone, e Dickmann squalificato. Così, mister Marino opta per modulo 3-4-1-2 e propone Thiam in porta, Ranieri in difesa per dare respiro a Salamon (sul centro-destra va Tomovic), Missiroli e Salvatore Esposito in mediana al posto di Murgia e Valoti, Sala in fascia sinistra (dove agiva il D’Ale), Jankovic e Sebastiano Esposito in attacco in luogo. Insomma, è una Spal più che rammendata e penalizzata. Anche condizionata mentalmente, come ovvio in circostanze del genere? Gara falsata in partenza?

grande prestazione

Sarebbe scontato pensarlo. Ma un conto sono le supposizioni, un altro i fatti. La Spal impatta la gara alla grande, con spirito, mentalità e attitudine. Corti, compatti, ricchi di orgoglio e propensi al palleggio, i biancazzurri cercano costantemente il gioco ed al contempo concedono nulla ai toscani. L’assetto è variabile in funzione dello spostarsi di Castro, mentre in fase di non possesso la squadra di Marino difende con un 5-4-1 o un 5-3-1-1. Ma ciò che conta è la manovra, l’idea, l’identità. La partecipazione è collettiva, e laddove possibile si cerca la verticalizzazione. L’avvicinamento all’area è ottimo, un po’ meno – a volte – la capacità di rifinire. Ma poco dopo la mezz’ora il vantaggio suona meritato e giunge con una combinazione magnifica, dallo spunto di Sebastiano Esposito alla palla per Castro fino al meraviglioso invito dell’argentino all’indietro per Salvatore Esposito che piazza il destro. Delirio. La reazione empolese c’è e sfocia in un palo di Bandinelli e nel clamorosamente errato tap-in di Mancuso che spedisce fuori a porta vuota.

Calo e ko

Ad inizio ripresa è un piacere veder giocare la Spal. Manovra ampia ed avvolgente, bel fraseggio, controllo totale. Dionisi mette il potenzialmente decisivo Moreo, poco dopo Marino inserisce Di Francesco al posto del vaporoso Jankovic. Dal nulla arriva il pareggio dell’Empoli, cui viene concesso un cross da sinistra su cui Demba esce, non esce, va mezzo a vuoto consentendo la mirabile battuta al volo da posizione defilata del talentuoso Bajrami. La Spal accusa un po’, cala, lamenta crampi (Sala) e stanchezza (Castro). Entrano Salamon e Valoti. La difesa viene ridisegnata (Salamon-Vicari-Tomovic), Ranieri va laterale sinistro. C’è carattere, Di Francesco sfiora il gol. Come Mancuso sull’altro fronte, poi è Thiam a salvare la Spal.

L’Empoli schiera altri big come La Mantia e Haas, ora la Spal deve resistere come su un’immaginaria linea del Piave. Il colpo di baionetta di Mancuso ha però ragione della trincea biancazzurra.

Testa alta

Finisce con una sconfitta amara e severa, nella sostanza immeritata. Ma vogliamo considerare i contenutiappoggiarci su quelli, valorizzarli. La Spal esce a testa altissima e restiamo convinti che, se c’è una logica, sia sulla strada giusta.–

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