Di Francesco, segnali apprezzabili Con ricerca del tocco mai banale

Il personaggio. L’attaccante ha fatto il suo debutto stagionale dal primo minuto dimostrando di aver lasciato alle spalle l’infortunio patito nell’amichevole con l’Udinese 

sotto la lente

Una doppia notizia confortante. Per la prova complessiva (sufficiente) e per una presenza che si auspica possa essere il più continuativa possibile durante l’anno. E sappiamo benissimo che tutto ciò dipenderà anche e sopratutto dalla tenuta fisica.


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Mister Pasquale Marino l’aveva fatto capire senza troppa pretattica. E così nella distinta delle formazioni ufficiali il numero 14 di Federico Di Francesco è figurato nell’undici titolare. Un elemento generalmente troppo importante per le sorti della Spal, finalmente rientrato dal primo minuto dopo lo spezzone giocato nella ripresa dell’infrasettimanale a Empoli. Quello di ieri, per il figlio dell’attuale allenatore del Cagliari, è stato infatti l’esordio stagionale dal primo minuto con la maglia biancazzurra, visto che ancora una volta un infortunio - questa volta meno grave e problematico dei precedenti - l’aveva costretto a rimanere ai box dopo l’amichevole estiva giocata in Friuli contro l’Udinese (lesione al collaterale mediale del ginocchio).

La zolla

Di Francesco è stato inizialmente schierato dal tecnico siciliano come secondo trequartista nel tridente offensivo di fianco al “Pata” Castro e dietro l’unica punta Sebastiano Esposito. Posizione a lui abbastanza congeniale, seppur la sua zona di pertinenza in questo nuovo sistema tattico della Spal sia risultata di qualche metro più accentrata rispetto alla linea laterale, da sempre migliore amica di questo calciatore da categoria superiore che in carriera ha sostanzialmente toccato la cadetteria soltanto nella stagione 2015/2016 con gli abruzzesi del Lanciano giocando una quarantina di partite totali.

Il match

Sui taccuini il suo nome è stato il primo ad essere annotato dopo il rapido avvio della Spal (colpo di testa rimpallato in qualche modo dalla retroguardia ospite), antipasto della difficile ma ambiziosa girata al volo del diciottesimo.

Di Carlo ha indottrinato i biancorossi con una serie di raddoppi costanti nei suoi confronti: il lavoro di Bruscagin, Pontisso e Nalini è stato duraturo, oltre che un filino ruvido. “Di Fra” - a volte un po’ frettoloso, ma sempre alla ricerca di una giocata mai banale - ha dato il via alle azioni dei primi due gol servendo i poi determinanti rifinitori Castro e Dickmann. Buona anche la fase di dialogo con Sala, molteplici i falli conquistati nella ripresa e quello tattico commesso su Bruscagin a quindici minuti dal termine che gli è costato un sacrosanto, ma ben speso, cartellino giallo. Poi la sostituzione a un giro d’orologio dalla fine e l’esultanza liberatoria con la corsa di tutta la panchina verso la bandierina mettendo nella gioia di gruppo le ultime energie di un sabato pomeriggio da ricordare col sorriso sulle labbra. —

a.d.

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