Spal, missione sullo Stretto per fare punti

Personalità, gioco, alternative: la qualificazione in Coppa aiuta pure in vista del match di domenica a Reggio Calabria

FERRARA. Qualche giorno fa, in una bellissima intervista a 360 gradi in cui ha parlato anche di toccanti esperienze di vita, il difensore brasiliano Leo – in forza al San Paolo – tra le altre cose ha dichiarato: «Non importa se non gioco sempre, devo comunque lavorare al massimo. Perché più mi alleno bene, più costringo i compagni che giocano ad alzare il loro livello. E di conseguenza si eleva il grado di performance della squadra».

Concetti e risposte


Alle nostre latitudini è sostanzialmente il concetto espresso da Pasquale Marino al termine della grande partita giocata dalla Spal mercoledì a Crotone in Coppa Italia. Il passaggio del turno non va visto solo come un dato statistico e l’accesso al quarto stadio eliminatorio. No, può e deve essere un plus in proiezione campionato. Perché la Spal ha dimostrato di possedere gioco, carattere ed alternative all’altezza anche schierando una formazione alternativa e ricorrendo pure a qualche ragazzo della Primavera. Queste indicazioni, abbinate al risultato ed al modo in cui è stato ottenuto, devono dare ulteriori forza, fiducia, consapevolezza. Perché il Crotone avrà avuto le sue occasioni ed in qualche circostanza è stato grande Demba, ma quante palle-gol ha creato la Spal? Dunque, sulla scorta delle risposte ricevute, ha ragione mister Marino quando dice che nessuno deve sentirsi sicuro del posto, perché c’è una sana competitività e se i riscontri sono questi allora il livello complessivo (è lì che torniamo) si alza.

Le possibili scelte

Alla luce di tutto ciò, la Spal ha avviato la missione sullo Stretto. Domenica a Reggio Calabria si gioca una partita di campionato assai importante, e probante. Morale alto, prima vittoria stagionale sul Vicenza ed il citato successo di Crotone in Coppa. La curva spallina è in rialzo, ma è ovvio che servono altre risposte. Conferme. Indipendentemente dagli uomini ma... attraverso gli uomini.

Si arriva inevitabilmente al capitolo formazione. Marino in Coppa ha risparmiato Berisha, il terzetto di difesa Salamon-Vicari-Tomovic, Dickmann, Valoti, Castro, Di Francesco. Ciò significa, o così si può pensare, che nella mente dell’allenatore i citati elementi vadano considerati partenti nello schieramento iniziale anti-Reggina. Considerando che Sebastiano Esposito era in panca a Crotone ed è entrato nel finale del match, pure l’attaccante è un serio papabile.

Vanno chiarite un paio di situazioni. In mezzo al campo ed in fascia sinistra. Murgia a Crotone ha giocato 90 minuti, Missiroli e Salvatore Esposito 120 a testa. Diventa difficile, così, capire chi verrà prescelto, presumibilmente per affiancare Valoti. Conferma del tandem Murgia-Valoti? O le valutazioni di Marino esuleranno dai minutaggi di Coppa? Più o meno le stesse considerazioni per la corsia mancina. Sernicola ha giocato tutta la gara, Sala è entrato ad inizio ripresa. In teoria dovrebbe spuntarla quest’ultimo. E allora si potrebbe vedere questa Spal: Berisha; Salamon, Vicari, Tomovic; Dickmann, Murgia, Valoti, Sala; Castro; Sebastiano Esposito, Di Francesco.

Con tutte le variabili del caso, naturalmente.

Opzioni giovani

Marino non è uno che ha paura di lanciare un giovane, se è bravo, se merita, se è funzionale alle necessità collettive. Lo dice la storia dell’allenatore, e lo confermano anche mosse recenti: Moro dentro per l’assalto finale contro il Vicenza, lo stesso centravanti titolare a Crotone, Seck inserito per andare a caccia del gol del pareggio, raggiunto proprio grazie al senegalese. Ora, non creiamo delle stelle ma è evidente che sul fronte offensivo ci sono opzioni valide e che possono fare comodo, in determinati momenti e situazioni.

Ma ovviamente ci sono delle certezze di base. Ed è su e da quelle che si parte per la trasferta reggina. Confermare i segnali di ascesa potrebbe significare molto nell’ottica del campionato della Spal. —

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