Spal, l’irresistibile ascesa: batte il Pescara ed è seconda

Prestazione meno brillante di altre, ma partita sempre in controllo e successo più che meritato. La squadra sta volando

FERRARA. Turno di ripresa del campionato, dopo la sosta per gli impegni delle Nazionali. Spal con un filo da riannodare: quello delle vittorie consecutive. Erano tre, prima dello stop. E adesso sono quattro. Missione compiuta: al “Paolo Mazza” il Pescara viene liquidato grazie ad un gol per tempo, al termine di una gara non brillante, ma costantemente controllata, e con quella dose di pragmatismo che non guasta mai. Terza partita di fila senza reti al passivo e - appunto - poker di affermazioni una dietro l’altra. Spal in costante ascesa. Giornata proficua, visti gli altri risultati. Biancazzurri secondi in classifica.

Spal ampiamente incompleta, causa le defezioni di Berisha (isolamento fiduciario, pur essendo negativo ai tamponi) Vicari, Ranieri, Floccari (guai muscolari) e Castro (squalificato). Difesa all’osso, Marino lancia Okoli e propone Salamon perno centrale. In fascia sinistra D’Alessandro rileva Sala (spompato dalle tre gare in Under 21: grazie). Il rientrante Paloschi viene preferito a Sebastiano Esposito in attacco. Gli altri sono quelli che hanno battuto la Salernitana. La (piccola) variante è il doppio trequartista, con Di Francesco sul centro-destra e Valoti sul centro-sinistra. Pescara a sua volta con un paio di defezioni, Oddo conferma il 3-4-2-1 (speculare al modulo spallino).


Biancazzurri subito propositivi e col pallino in mano. Una squadra che gioca a calcio. A memoria. Dopo sei minuti è l’incrocio a dire di no alla pennellata di Salvatore Esposito. La Spal conduce le danze, il Pescara attende e basta. La squadra di Marino tesse con pazienza la propria tela, ma fatica a trovare i varchi giusti pur variando le soluzioni, pur provando sia per vie esterne che centralmente: non sfonda, non entra in area, non minaccia Fiorillo. Così subentra un calo,di ritmo e di convinzione. Serve una scossa, anche perché il Pescara dà segni di risveglio.

L’aumento di corrente giunge grazie ad un perfetto ed elegante schema da corner che sull’asse “Di Fra”-“Salva” pilota la sfera sulla fronte imperiosa di Salamon che frusta in rete per il vantaggio. Ottimo, e meritato. Però per condurla in porto serve di più, anche a livello di attenzione difensiva.

Nella ripresa la falsariga della gara non muta. Avanti adagio. La Spal fraseggia ma non punge. Al quarto d’ora Marino toglie l’infortunato D’Alessandro e l’opaco Paloschi, inserendo Sala e Sebastiano Esposito.

È una gara “stanca”, cui la Spal non riesce ad imprimere velocità, slancio, imprevedibilità. Mancano fluidità e guizzo, e precisione nell’ultimo passaggio. Può capitare, contro una squadra spesso e volentieri tutta dietro la linea della palla. I minuti scorrono. Sebastiano in diagonale sfiora il secondo palo: è il primo squillo. I minuti trascorrono. Pensando negativo, si teme la riedizione della partita contro il Cosenza. Inoltre arriva la “follia” di 7 minuti di recupero: ma scherziamo?

Per fortuna accade nulla di brutto. Al contrario, la Spal è brava a chiudere i conti. E lo fa grazie al primo gol stagionale di Sebastiano Esposito, puntuale a ricevere palla ed a scaraventarla dentro dopo mirabile prodezza di Valoti che agli sgoccioli dell’incontro confeziona la cosa migliore della sua prestazione. Dunque, 2-0 e tutti a casa. La Spal vola. Il discorso si fa sempre più interessante. Benone così. —


 

La guida allo shopping del Gruppo Gedi