Spal, la strada del riscatto passa anche dalla notte a Chiavari: Tomovic, il ritrovato

Il difensore serbo era reduce da una stagione da dimenticare. Con umiltà ha risalito la china e mostrato il suo valore

CHIAVARI (GE). Ok, il cambio di categoria e il conseguente discorso del coefficiente di difficoltà non possono non esser tenuti in considerazione quando si vanno a valutare la crescita e il miglioramento, comunque evidenti e sotto gli occhi di tutti. Ma il passaggio dal poter esser ricordato come uno degli elementi più negativi di una delle stagioni più brutte della storia spallina all’essersi preso in tempi record una delle meritate copertine di questa prima parentesi stagionale, è una di quelle cose che solo il calcio può rendere possibile. L’estrema dote di dare una seconda possibilità a tutti fa proprio parte del poco prevedibile mondo del pallone. Ma tutto va sempre meritato, in primis con le buone intenzioni.

LA CHIAVE


Quelle che Nenad Tomovic aveva manifestato in maniera perentoria al presidente Walter Mattioli durante la riflessione estiva: «Presidente, io ho un’offerta biennale da una squadra di serie A, qui con voi ho solo un anno di contratto, ma intanto voglio rimanere per dimostrare chi sono. E poi a Ferrara la mia famiglia sta benissimo. Non vorrei mettervi in difficoltà, ma la mia decisione è questa…».

Dev’essere andata proprio così. Da quel momento in poi il difensore serbo si è messo a pedalare con la testa ancor più bassa di un ragazzino delle giovanili: alla faccia delle 250 presenze in serie A. La voglia di prendersi una rivincita, il desiderio di un riscatto personale è un sentimento che nella retroguardia spallina ha preso immediatamente il sopravvento sin dalla prima giornata, con Salamon e Tomovic assoluti emblemi della volontà. E così il brutto anatroccolo, pronto a essere scacciato dal lago biancazzurro, s’è fatto cigno.

SCORE OK

Il balcanico classe 1987 fin qui è sempre stato scelto da mister Pasquale Marino con una maglia dal primo minuto in campionato: le ha giocate veramente tutte, Tomovic, e non solo perché nel reparto vi è stata più di un’emergenza. Il ritorno all’affidabilità ha colpito col passare delle giornate a tal punto da esser impiegato anche in Coppa (ma partendo dalla panchina) nei momenti decisivi delle sfide giocate a Ferrara contro Bari e Monza.

Tomovic, tra l’altro, sta giocando il primo campionato cadetto tricolore della sua carriera. Dal suo arrivo in Italia non aveva ancora conosciuto la magia e il fascino della serie B. Un campionato pieno di giovani, con tanti compagni di squadra (vedi i vari Spaltro e Sernicola nel reparto) da far crescere a suon di consigli nel lavoro quotidiano e nelle prestazioni di campo. Come quella della Spal a Chiavari, con gli uomini per la difesa contati e con l’ormai solita certezza chiamata Tomovic. Che al 25’ del primo tempo si è preso il terzo giallo stagionale per un duro intervento su De Luca nella metà campo offensiva della Spal, zona che spesso va a ispezionare il difensore, salendo con la squadra e portando a compimento alcune folate niente male.

AVANTI COSÌ

Per il resto, la sua gara ieri sera è stata particolarmente mirata ad attenzionare le percussioni liguri, velocizzate dal sintetico bagnato e insidioso. Pollice alto per Tomovic e compagni, che sul caldo pullman di ritorno verso Ferrara si son caricati il quinto appuntamento consecutivo senza reti al passivo. Dall’1 al 30 novembre, da Reggio Calabria a Chiavari. Qualcuno ha detto clean sheet? —

Alessio Duatti

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