Panni, lucida follia. A Ferrara la Top Secret batte Napoli

Il Kleb sembrava spacciato: sotto di 14 al 35’. L’esterno insacca 19 punti in 5’, la difesa è roccia ed è una vittoria pazzesca

FERRARA. Tratti di nostalgia hanno accompagnato a lungo il gomitolo di questa gara: sembrava la partita degli assenti. Quelli effettivamente a bordo campo: gli estensi Peric (forfait all’ultimo per un colpo al costato), Ebeling e Pacher, oltre al napoletano Mayo. Ma anche Hasbrouck e Parks, sul parquet seppure latitanti. Poi, nei 5’ finali, neppure il Vesuvio sarebbe stato così: petardi ed entusiasmo. La Top Secret ha vinto un match d’alta quota quando era battuta. Sotto di 14 punti al 35’ (48-62), con poche armi offensive e un rivale in totale controllo. Beh, sono accadute un paio di cosette...

Napoli s’è sentito vincitore ed ha mollato gli ormeggi, la Top Secret - che comunque stava rimanendo dentro i margini dell’orgoglio - non ha abbassato le armi. E quel poco che aveva da spremere in avanti, l’ha sublimato. Ad ogni cesto “miracolo”, una tacca in più in difesa; ad ogni pugno al cielo, ecco Napoli smarrirsi. È stata la lucida follia di Panni, coadiuvato da Zampini. Nel concitato epilogo hanno realizzato solo loro, dietro hanno difeso anche gli altri: Baldassarre, Fantoni e Vencato. Un muro. Nel quintetto meraviglia Hasbrouck non c’era.


Parzialone di 21-3 globale, un 17-0 da ko. E Panni ha infilato 19 punti di fila in 5’: 3/3 da tre, 1/1 da due e 8/8 dalla lunetta. Onnipotenza cestistica accesa da una evidente trance agonistica. Per il Kleb due quarti discreti, intinti nella sofferenza. Poi un terzo tremendo con appena 4 punti in 9’. La difesa ha fatto la differenza, facendo tenere dritta la schiena biancazzurra.

Il piano partita estense è stato chiaro: sempre in anticipo su Parks (Filoni e poi Vencato), entrate toste per battere una front line partenopea non impermeabile. Coach Leka ha mischiato quintetto, prestando un po’ il fianco nello “spot” di ala non avendo Peric. Filoni si è immolato, ma lì Napoli aveva un evidente vantaggio. Con una squadra di piccoli c’era da tentare di limitare i danni ed il piano poteva funzionare qualora l’attacco rimanesse sui livelli della decenza. Sopra di uno al 10’, sotto di uno all’intervallo.

Il progetto funzionava, il pensiero arrivare punto a punto alla fine e vedere. Gli arbitri hanno mantenuto costante il metro della permissività sul gioco fisico, chiaro che Napoli aveva vantaggi. Con Hasbrouck in rottura prolungata, la Top Secret ha perso terreno nel terzo parziale. Napoli vitaminica a stringere sotto canestro per raddoppiare Fantoni (l’unico con la mano calda), lasciando a Baldassarre tiri frontali solo accennati e non insaccati. Ma se Hasbrouck fa 2/14 al tiro e perde palloni sembra un destino segnato. Al 35’ Leka richiama colui che dovrebbe essere il leader emotivo, inserisce Panni e lo accoppia con Zampini. Il baby apre la sarabanda da tre, Panni lo segue in acrobazia. Si apre il cuore estense: Napoli rimbalza indietro, azzannato. Sorpreso. Accetta la bagarre. Panni è on fire: rimonta, pareggio (65-65 al 38’), sorpasso al 39’. I liberi che proteggono il margine minimo. Il sapore dell’impresa in salsa Top Secret. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA