Tra difesa e colpi di genio La Top Secret viaggia sempre in prima classe

La quinta vittoria consecutiva conferma le ambizioni del Kleb E il rientro di Pacher ridà delle opzioni tattiche fondamentali 

l’analisi/1

Marco Nagliati


Il derby di domenica, il numero ventidue della storia e vinto dal Kleb 74-59, ha messo un “sostantivo” in più nel vocabolario della Top Secret. Si tratta della consapevolezza, con il rientro di A.J. Pacher, di avere le armi necessarie per affrontare qualsiasi avversario. Coach Leka ha gli strumenti per andare alla guerra cestistica potendo rispondere a qualsiasi alchimia altrui. Il Kleb ha stazza ed atletismo, tecnica e spavalderia. Esperienza e compattezza. Certo, ha perso “Tatu” Ebeling e non è poco, ma in un campionato così imprevedibile in termini sanitari, complicato individuare team non bersagliati dalla cattiva sorte. Se è vero che vincere aiuta a vincere, si può ben dire che i biancazzurri sono ben messi: cinque successi di fila, poi otto nelle ultime nove partite. Perso l’esordio con l’ancora imbattuta Forlì (peraltro dopo 20’ dominati dai ferraresi, con Hasbrouck claudicante e Pacher al rientro e poi nuovamente infortunatosi proprio in quel match), la truppa estense è inciampata solo a San Severo. Ne ha vinte alcune di misura ed è chiaro che il bilancio - con qualche minimo dettaglio contrario - sarebbe stato meno brillante.

Però, andando oltre il puro risultato, indiscutibile che la Top Secret sia solida. La versione attuale proseguendo nel solco tracciato lo scorso campionato. Non a caso la società ha riconfermato tutti gli alfieri italiani della convincente ultima stagione. Aggiungendo esperienza e classe nel reparto statunitense (Hasbrouck e Pacher) un altro gradino è stato salito.

livello

Il Kleb è indiscutibilmente al livello delle big del girone Rosso e non soltanto perché lo evidenzia la graduatoria. Lo suggeriscono le prestazioni. La capacità di stringere i denti. La consapevolezza del gruppo. Alcune rimonte (Napoli e Ravenna) non sono figlie del caso. E come si accennava, la Top Secret sa recitare ogni commedia. Quella di un basket “aperto”, tecnico. O quella di una partita sporca, tattica. Come è stato il derby: la Tramec ha impedito per lunghi tratti il gioco in post basso per Baldassarre, Vencato o Zampini. Così come l’appoggiarsi nel “pitturato” su Fantoni. I biancazzurrio hanno mutato spartito, costruendo un gioco più perimetrale sorretti dalla vena di Hasbrouck. Dall’arresto e tiro di Panni. Dalla forza di volontà di Vencato.

defense

Poi c’è la virtù. Per alcuni team, Cento in primis, la difesa è una necessità assoluta avendo meno frecce quando va a punti. Per Ferrara, che comunque la vena offensiva l’ha nelle corde (quarto attacco del girone con 75.6 di media), lo spremere difesa fa parte del bagaglio naturale. È la quinta del torneo con 72 punti subiti, ma col rientro di Pacher (anche intimidatore, oltre che bravo nell’uno contro uno) alzerà una barriera ulteriore. La Top Secret con Zampini e Vencato adesso tiene quasi sempre sul primo passo degli esterni rivali (Cotton, penetratore puro, domenica ha faticato assai), Panni ha alzato di molto il rendimento. Questo permette ai lunghi di non trovarsi scoperti, evita squilibri nelle rotazioni e nei cambi sistematici. L’aver retto l’urto con infortuni, e match a nastro, ha ulteriormente forgiato i biancazzurri attesi da futuri playoff da protagonisti.

Classifica: Forlì 16; Top Secret 16; Napoli 16; Scafati 12; Pistoia 8; Eurobasket 8; Rieti 8; Tramec Cento 6; Chieti 6; Ravenna 6; Latina 6; S. Severo 4; Stella A. Roma 2.—

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