Con la Nenad dipendenza i biancazzurri al riparo. Tomovic se la ride: «Atteggiamento ok»

Nenad Tomovic

Stagione del riscatto per il difensore serbo ora diventato insostituibile. Anche lunedì sera la sua prestazione è stata di valore assoluto 

FERRARA. Presentarsi alla prima stagione personale di serie B con un bottino di 250 partite giocate nel massimo campionato italiano è già di per sé un bel biglietto da visita. Di certo, tutta l’esperienza del caso, data anche dalla carta d’identità che cita il 1987 come anno di nascita, è servita a Nenad Tomovic per tuffarsi a capofitto in quest’esperienza biancazzurra votata alla rinascita collettiva, oltre che personale (come nel suo caso).

APPLAUSI


Ha sempre fatto bene quest’anno, il difensore serbo. Anzi, benissimo. E nel derby contro la Reggiana è risultato dominante in tutto l’arco del match. Prima ha cancellato con estrema facilità gli sterili e rari attacchi dei granata, poi ha evitato di gelarsi nel freezer di corso Piave con alcune galoppate degne di un esterno puro o di un centrocampista d’inserimento. Ha anticipato, contrastato, picchiato, svettato e contribuito alla costruzione di una manovra palla a terra davvero piacevole da vedere. La buonissima condizione fisica ha fatto il resto. Mister Marino può dunque coccolarsi colui che non è stato l’mvp dell’incontro soltanto per l’altrettanta bravura e la quinta “griffe” personale di Mattia Valoti. Ma il Tomovic della stagione 2020/2021 è una nota lieta da sfruttare fino all’ultima giornata cadetta. E lo sa bene il tecnico siciliano, perché quando il numero 4 spallino è stato a disposizione ha sempre giocato dal primo minuto con l’attuale collocazione sul centrodestra (ricordiamo, all’inizio diverse partite disputate dalla parte opposta del terzetto arretrato) che dà assoluta garanzia di forza e solidità.

VALUTAZIONI

Tant’è, che quando Tomovic è mancato la Spal ha preso diverse imbarcate che nelle gare precedenti non si erano mai viste: vedi Ascoli (l’unica partita saltata da Tomovic per squalifica) e vedi il secondo tempo saltato contro il Brescia. Due esempi lampanti, che fanno pensare a una “Nenad dipendenza”.

PAROLE

Tomovic dunque nel motore spallino gira al massimo dentro e fuori dal terreno di gioco: «Volevamo dare continuità agli ultimi risultati positivi di campionato e Coppa – sottolinea il difensore – e devo dire che quando giochiamo in casa nostra siamo veramente forti. La partita con la Reggiana è stata buona: abbiamo creato tantissimo, forse avremmo dovuto finalizzare di più, ma poi siamo stati bravi a chiuderla. La costruzione di così tante palle gol è un modello da seguire».

«L’atteggiamento e il gioco – prosegue Tomovic – sono un modello da seguire anche quando siamo in trasferta, dove soffriamo maggiormente. Le mie sgroppate offensive? La Reggiana ci lasciava giocare, sono salito più volte ma quando sono arrivato negli ultimi metri si è visto tutto il mio esser difensore (ride; ndr)».

Ora Tomovic e tutta la Spal hanno nel mirino i colori grigiorossi della Cremonese del neo mister Pecchia: «Abbiamo visto con l’Ascoli che i cambi di allenatore portano sempre qualcosa alle squadre soprattutto dal punto di vista psicologico. La Cremonese ora è viva, ha già vinto la sua prima partita dopo il cambio tecnico e con noi vorranno dare tutto. Dimentichiamo questa vittoria contro la Reggiana e concentriamoci a preparare la trasferta». —

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