Top Secret, dura vivere da big. E ora va recuperato Pacher

Contro Napoli e Forlì sconfitte diverse ma formative per le ambizioni del Kleb. Domenica A.J. è uscito moralmente a pezzi. Domani gara con la Stella Azzurra

FERRARA.  Quando ti misuri con i migliori, capisci il tuo vero livello. La Top Secret in quattro giorni ha sfidato Napoli (seconda ma accreditata col ranking di numero uno) e Forlì (capolista indiscussa con dodici vinte in tredici partite). Ne sono emerse due sconfitte antitetiche per prestazione ed emozioni. All’andata il team estense aveva piegato Napoli, largamente dominante ma sorpreso poi in un finale da appagamento. Erano usciti 5’ di rara onnipotenza cestistica di Panni, trascinante per i compagni. Uno sviluppo adrenalinico. In un contesto meno “folle”, mercoledì scorso il Kleb in casa partenopea è stato travolto. Con colpe pure sue, in quanto arrendevole e senza energie. Domenica contro Forlì, il verdetto è stato sconfitta con rammarico e non batosta. Altro volto, diversa anima battagliera. Lucidità maggiore. Però nel finale qualche sciocchezza c’è stata. Fatale. Di buono la compattezza e il tentativo estremo di vendere cara la pelle. Anzi, di vincere.

Perché sì, la Top Secret ha le armi per reggere all’urto con le big ma non la forza totale per decidere in autonomia del suo destino. Cioè, al momento, deve sperare che nel faccia a faccia le rivali regalino qualcosa. Contro Forlì per almeno 30’ è stato così: bel Kleb, rispettoso del piano gara. E Unieuro con qualche fiammata di Rush e Rodriguez, avendo poco dai lunghi. Le zampate assassine del solito Giachetti. Estensi sempre avanti, spesso riavvicinati. Dopo è uscito Roderick, l’mvp del girone. Hasbrouck ha risposto, la squadra è rimasta in piedi. Nel punto a punto è stata questione di dettagli. Nonostante le magie di T-Rod, se la Top Secret non avesse perso un paio di palloni sciocchi, se su un rimbalzo difensivo la palla non fosse scappata di mano a Baldassarre racconteremmo un’altra storia.

Invece la realtà afferma che Ferrara è terza e questa è la posizione su cui ragionevolmente può puntare a fine stagione regolare. Se la vedrà con Scafati, altro cliente scomodo e accreditato. Chiaro che alla Top secret serve un po’ di più per brillare lassù. Intanto Dellosto dovrebbe garantire un apporto più solido, impattante e in grado di tenere fisicamente. Poi c’è chiaramente sulla ribalta la questione Pacher, uscito moralmente a pezzi dalla partita con Forlì. Reduce da una lunga assenza, il rendimento altalenante dei precedenti match era nella logica delle cose. Nelle prime uscite dal rientro buoni acuti, qualche momento di latitanza agonistica. Alcuni vuoti difensivi e il disagio nell’imporsi negli “uno contro uno” più ruvidi.

Domenica sono state sue le due palle perse (gratuite) costate contropiede facile e tripla tagliagambe. Pacher è ragazzo sensibile ed ha accusato il colpo. Per questo il primo passo sarà rincuorarlo, rafforzarlo in quello che è il suo ruolo dentro il gruppo. Già ieri i compagni sono stati solerti in quest’ottica, oggi coach Leka lavorerà di psicologia. Le cifre di A.J. non sono pessime, deve però crescere nel lavoro oscuro. Nella lettura, nei sincronismi difensivi. Nella battaglia a rimbalzo. Nella personalità. Se domenica ha giocato nel finale al posto di Fantoni è perché Leka - a fronte del muro forlivese - sperava in una tripla spaccapartita (come peraltro già ne aveva infilata una al 34’ per il 67-63). Non si aspettava due perse a 1’54” dalla sirena. Resettare e ripartire, che domani è già campionato: a Veroli contro la Stella Azzurra. —

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