La Spal vive di Paloschi. Suoi 7 dei 10 gol segnati dalle punte

Di Francesco è a 3, Floccari a 0, Tumminello deve esordire. La speranza è che Asencio mantenga quanto mostrato

FERRARA. Nell’attesa e nella speranza che il promettente Raul Asencio visto a Vicenza possa inserirsi con continuità nel sistema di gioco di mister Marino, non possiamo non notare che in questo momento il reparto d’attacco della Spal porta un nome: quello di Alberto Paloschi.

Lo score


Che dei dieci gol siglati complessivamente in campionato dal reparto offensivo biancazzurro, ne ha personalmente messi dentro sette. Perché è pur vero che “Paloschino” alla manovra contribuisce poco, perché sappiamo che non ha una fisicità così predominante da vincere ogni sportellata con le difese avversarie, perché in alcune partite risulta completamente inesistente, quasi nascosto dietro gli avversari, ma siamo allo stesso consapevoli che i numeri dicono sempre la verità. E nell’ultimo brutto periodo stagionale, l’unico bomber a metterci la firma contro Cremonese, Pordenone e Vicenza è stato proprio lui. Quindi, tanto di cappello. Le altre reti recenti? Due di Valoti (una su azione), una di Mora (da corner) e il rigore di Esposito con l’Empoli. Insomma, il quadro è abbastanza chiaro. La Spal fatica a segnare, l’attacco in termini realizzativi è aggrappato alle occasioni che possono capitare a Paloschi, con l’auspicio che il sangue caliente di Asencio possa bollire in un periodo di sofferenza e di necessaria svolta come dovrà essere quello che andrà dalla Reggina in poi: perché da ora in avanti sbagliare non si potrà proprio più. Le distanze da Empoli e Monza cominciano a farsi importanti e la Spal (con tutto il rispetto) per com’è costruita non può trovarsi alla pari o sotto altre realtà di questa combattuta e trafficata cadetteria.

“Di Fra” e gli altri

Citate naturalmente le due note liete del periodo (Paloschi e Asencio) viene da chiedersi che fine abbia fatto la verve realizzativa di un calciatore teoricamente da categoria superiore come Di Francesco. Decisamente in un momento poco brillante, al solito condizionato dai continui e fastidiosi acciacchi fisici e ancor fermo alle tre reti stagionali siglate nel filotto di metà andata contro Salernitana, Entella e Pisa: tre reti importanti, una in particolare (quella di Chiavari), ma bottino di certo insufficiente viste le ambizioni personali e di squadra. Perché anche Floccari è fermo a zero, così come i giovani Seck e Moro che però hanno assolutamente dato una mano a loro modo facendosi apprezzare da tutto l’ambiente. E Tumminello? Consci della necessità di recupero fisico sin dal suo arrivo, aggiornati dal rientro in gruppo e dalle sue possibiliste parole di giocare quel famoso quarto d’ora, rimaniamo in attesa che Marino scelga il suo momento. Che col senno di poi, magari, sarebbe potuto arrivare a Vicenza proprio nella staffetta con Asencio. per vedere immutato il medesimo spirito che era stato riscontrato nel classe 1998 ex Pescara, ma anche per sfruttare qualche spazio in profondità che il Vicenza avrebbe lasciato per ricercare quell’uno-due terribile.

Il paragone

Reparto d’attacco cercasi, verrebbe da dire: perché se i giocatori ci sono, il paragone numerico con il finale della serie B 2016/2017 a oggi sembra pura utopia. Questo era lo score: Antenucci 18, Zigoni 10, Floccari 7, Finotto 3, Cerri 1.

Un altro campionato, un’altra Spal, un altro tutto. D’accordo, però…—

Alessio Duatti

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