Spal sull’ultimo gradino per i playoff , adesso le priorità diventano due

Bisogna tornare a vincere e migliorare il piazzamento in classifica. Solo dopo, nel caso, si riparlerà di secondo posto

FERRARA. Non ha detto bene. Ma era francamente difficile che potesse esserci un esito diverso, anche se l’iniziale gol del Cosenza aveva un po’ ingolosito. Invece il Lecce ha rimontato e vinto. Morale della favola: sorpasso dei salentini ai danni della Spal.

All’indietro


In sé potrebbe non essere una cosa sconvolgente. Diventa preoccupante guardando la classifica: i biancazzurri adesso sono scivolati all’ottavo posto, l’ultimo che dà accesso ai play off di fine stagione. La Spal ha 4 punti di vantaggio sul Frosinone, e 5 su Pisa e Pordenone. Lo diciamo perché all’improvviso viene quasi più di guardarsi dietro che di proiettare una corsa al secondo posto. Ogni cosa a suo tempo.

Il traguardo più prestigioso non è precluso, mezzi e tempo inducono a renderlo obiettivo possibile. Però, nell’immediato, le priorità sono due: tornare al successo e migliorare la posizione in classifica, consolidando la presenza in una posizione che darà comunque diritto di lottare per la promozione.

Cosa serve

In primis ciò che conta è riassaporare il gusto della vittoria. Riannodare il discorso con i tre punti sistemerebbe tante cosettine, darebbe animo, convinzione, nuovo slancio per riprendere la corsa verso l’alto, per non doversi preoccupare di guardare nello specchietto. Al contrario, consentirebbe di accendere gli abbaglianti. Prima tappa, fondamentale, sabato al “Paolo Mazza” contro la Reggina. Senza “se” e senza “ma”. D’obbligo la vittoria. Poi, passo per passo, si guarderà avanti.

Giusto per ricordarlo: la Spal è a 5 punti dal Monza secondo. Né pochi né tanti. Si può fare, ma solo a patto di ritrovare le antiche virtù. Senza complessi di sorta.

Difesa e attacco

I biancazzurri devono ritrovare la smarrita solidità difensiva, persa per strada più per defaillances individuali che per falle collettive, pur se in certe gare non sempre c’è stato adeguato filtro. Quanto all’attacco, il potenziale prende a salire, al pari delle soluzioni. La coppia Asencio-Paloschi sembra quella giusta, in attesa che Tumminello vada a regime (o almeno in condizione di iniziare a giocare) e che Di Francesco recuperi la miglior condizione, mentre Floccari - senza acciacchi - resterebbe sempre un’opzione di livello.

Adesso la risposta passa al campo. C’è ancora tempo, ma non c’è più... tempo da perdere. Bisogna rimediare a un handicap creato da un mix di fattori. Non solo da colpe proprie, questo sia ben chiaro. —

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