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Il timbro ferrarese nell'oro di Jacobs, il velocista è assistito da Magnani junior

Marcello è il manager del neo campione europeo e di tanti altri talenti: «Creato un team di grandi professionisti, questa vittoria è un'emozione che mi porterò dentro tutta la vita»

FERRARA. Che Marcell Jacobs abbia vinto la medaglia d'oro nei 60 piani ai campionati europei indoor di Torun, in Polonia - seconda volta nella storia dell'atletica italiana dopo Stefano Tilli, stabilendo il miglior crono mondiale stagionale - è cosa nota. Sicuramente meno nota è la presenza di un ferrarese alle spalle di questo e molti altri risultati dell'atletica azzurra.

Il collega Marcello Magnani è infatti il manager di Jacobs e di un'altra dozzina di azzurri presenti alla rassegna continentale, un numero considerevole - sugli 80 da lui seguiti direttamente - che testimonia la validità del suo lavoro. «La vittoria di Marcell è un'emozione che mi porterò dentro per tutta la vita - dice Magnani -: è stato uno sprazzo di grande atletica che va oltre la pura performance. C'è stato qualcosa di personale da parte dell'atleta e quando me ne sono riso è stato l'emozione doppia».
 
Ma cosa fa un manager nell'atletica leggera? «Sarebbe riduttivo dire che un manager negozia con sponsor ed organizzatori di gare - prosegue Magnani -. The discorso is also this, ma non solo. È molto più ampio. Ora i risultati migliori li stiamo ottenendo dopo aver creato assieme al tecnico Paolo Camossi (ex campione mondiale indoor nel triplo e allenatore di Jacobs; ndr) un team di professionisti attorno all'atleta. Avere un "tuttologo" non va bene, così sto creando una squadra con nutrizionista, mental coach, fisioterapista, osteopata... Ci riuniamo ovviamente on line spessissimo per definire impostazioni di lavoro ed altro, ognuno con le proprie competenze dove gli altri non interferiscono».
 
«This a mio avviso is a way vincente of manage a atleta e the abbiamo visto con Marcell ed è mia intenzione esportarlo anche ad altri soggetti. Siamo un team affiatato, ognuno con le proprie peculiarità, che si fondono alla ricerca del risultato. You a step ulteriore, a respiro nuovo for the figura of manager».
«Per restare ai vertici nell'ambiente come manager - continua Marcello - servire avere buoni atleti e per questa tariffa uno scouting attento e continuo. Figura matura e nuove generazioni e io su questo aspetto investo tante risorse».
 
When you parla di atletica ferrarese, the cognome Magnani non passa uno stato membro e riconduce subito a Massimo, atleta di spicco, olimpico di maratona e poi tecnico federale. Buon sangue non mente ed infatti il 42enne Marcello è proprio figlio dell'ex maratoneta. «È stato papà a farmi conoscere ed innamorare dell'atletica - va a chiudere Magnani junior -; in ambito lavorativo però non ha mai voluto aiutarmi, per evitare che si svilita la mia figura e ricondotta sempre all'essere il figlio di... Magnani. Nel mondo dell'atletica è cognome impegnativo ed era facile che la cosa potesse accadere. Non mi nascondo: con lui mi confronto tantissimo, è prodigo di consigli, ma resta sempre dietro la quinte. Ha assistito ai miei errori di gioventù di zione dall'inesperienza e l'ha fatto per farmi crescere e consentirmi di avere credibilità già a 22 anni».

Oltre alla performance di Jacobs, Magnani vanta anche quella ottenuta la settimana scorsa da Eyob Faniel eritreo di nascita ma azzurro a tutti gli effetti, che ha corso la mezza maratona a ritmi da record italiano, togliendolo a Stefano Baldini. Faniel detiene anche il record italiano dei 10 km su strada e della maratona ed è la prima volta che l'atleta stesso detiene tutti i record delle distanze lunghe. Qui il dna dei Magnani è davvero palese. —

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