Ebeling a grandi passi verso il rientro con la Top Secret:«Ma senza forzare»

Michele Ebeling

Basket Serie A2. L’ala dei biancazzurri sta lavorando forte in vista della ripresa agonistica dopo il grave infortunio al ginocchio sinistro  

FERRARA. Da quel maledetto 8 dicembre 2020 sono passati più di tre mesi. Michele Ebeling si infortunò in maniera grave il ginocchio sinistro sul campo dell’Eurobasket Roma. Da quella bruttissima notte romana è passata molta acqua sotto ponti, oggi “Tatu” sta sempre meglio e fra sei settimane avrà un’ulteriore visita di controllo a Reggio Emilia, dal dottor Rodolfo Rocchi. Da quella visita capiremo che cosa ci sarà nei prossimi mesi dell’ala della Top Secret, desiderosa come non mai di riprendere a giocare, ovviamente rispettando i tempi tecnici.

«Devo dire che il recupero procede bene – le parole di Ebeling -; per adesso, tocchiamo ferro, non ci sono stati intoppi. Andiamo ovviamente sempre in modo graduale, ogni giorno facciamo ciò che il mio corpo e il mio ginocchio mi concedono di fare: non ci siamo imposti delle date prefissate. Il giorno in cui starò bene e potrò scendere in campo me lo dirà il medico che mi ha operato, Rodolfo Rocchi, che ringrazio. Quando lui e Carlo Voltolini mi daranno l’ok, allora scenderò in campo».


Giornata tipo

«All’inizio facevo esercizi sempre abbastanza noiosi, perché subito dopo l’operazione non potevo fare granché. Se non provare a stimolare quel poco del muscolo che era rimasto. Una volta tolti i punti è cominciata la vera riabilitazione, ci sono maggiori possibilità di muovere il ginocchio, hai più libertà, puoi spingere un po’ di più. Ovviamente devi avere molta pazienza, ci sono tante giornate no all’interno del percorso, in cui magari ti senti bene. Ma quando inizi a fare gli esercizi ti chiedi perché non riesci a spingere: cose assolutamente normali, importante è restare in piedi e non abbattersi mai, restare calmi e concentrati sull’obiettivo, che è rientrare sul parquet più forte di prima».

Mentalità

«A livello mentale non è facile. Ho passato l’ultimo mese senza pallacanestro, i miei compagni non si sono allenati, così pure per me è stato complicato. Ora sto lavorando per togliermi certe insicurezze sui movimenti che con il tempo si sono create: è come un lungo lavoro individuale estivo».

«Anch’io ho dovuto fare alcuni giorni di quarantena – ha continuato Ebeling -: è stato un momento difficile. Sono un ragazzo che se sta fermo, va quasi fuori di testa: devo muovermi sempre. Essere in casa, senza basket e terapie per il ginocchio, ha reso quei giorni abbastanza difficili. Grazie a Dio sono finiti, ora puntiamo al meglio».

Gruppo solido

«Amiamo il basket, abbiamo voglia di giocare dando l’anima in campo ogni volta, essere rimasti chiusi circa un mese non è stato bello. Dopo essere ritornati in forma sono sicurissimo che torneremo in campo, pronti a giocarci fino alla fine le nostre carte».

«Ci aspetta un finale di stagione tosto, dal punto di vista atletico, con Schincaglia, Da Bellonio e Folletti speriamo di riuscire a fare un ottimo lavoro. Anche dal punto di vista dello staff tecnico sarà difficilissimo riuscire a gestire i minuti in campo di ogni giocatore nella gara singola, a maggior ragione giocando ogni tre giorni. Per ora ci siamo, speriamo di continuare ad esserci, vogliamo finire il campionato nella condizione migliore possibile».

«Moltissimi mi hanno scritto, preoccupandosi per me, cosa che fa piacere e che ti fa sentire a casa. Ferrara sarà sempre casa mia».

Il futuro

«Il prossimo step – ha chiuso “Tatu” Ebeling – sarà fra sei settimane, quando avrò la prossima visita di controllo. Ora posso ritornare sul parquet, facendo quasi tutto ovviamente in modalità ridotta. Con lo staff medico valuteremo ogni aspetto e quando avrò la possibilità, allora rientrerò sul campo. Sono il primo che vuole tornare, allo stesso tempo dico che non devo avere fretta». Giorno dopo giorno, passo dopo passo, i miglioramenti ci sono e fanno guardare al futuro con ritrovato ottimismo. —

Lorenzo Montanari

© RIPRODUZIONE RISERVATA