La Spal è raggiunta dal Venezia che poi sbatte su due legni 

Di Francesco segna il gol del vantaggio ma il pareggio ospite è immediato. Nella ripresa traversa e palo salvano Berisha. Prestazione con pochi squilli

FERRARA. Terza gara di fila contro una veneta. Terzo scontro diretto consecutivo. Terza partita con mister Rastelli alla guida della squadra. La Spal, dopo 4 punti in due gare, era alla ricerca dell’aggancio al Venezia: per questo doveva batterlo al “Paolo Mazza”. In tal caso lo avrebbe raggiunto al quinto posto, rafforzando significativamente la propria posizione nei playoff e dando bella continuità ai risultati in atto.

Confronto dall’alto coefficiente di difficoltà, per il valore del Venezia, per la sua predisposizione alle gare esterne, per una intensità diversa da quella del Cittadella e superiore a quella del Chievo, al di là degli indiscutibili meriti avuti dalla Spal nelle ultime due gare in questione. Insomma, l’asticella questa volta si alzava. Ed i biancazzurri non sono riusciti a scavalcarla. Ad un vantaggio illusorio, e non difeso adeguatamente, hanno fatto seguito il pareggio ospite e poi due legni che hanno salvato la Spal dal ko casalingo. La lotta playoff continuerà serrata, con il piazzamento da difendere.

Privo degli infortunati Asencio e Paloschi, con Vicari a sua volta ancora indisponibile e con la gravissima assenza dell’ultima ora dell’acciaccato Valoti (miglior marcatore spallino e maestro degli inserimenti), mister Rastelli si è trovato ulteriormente depauperato del proprio potenziale offensivo. Così ha optato per un 3-5-2 con il tandem d’attacco composto da Di Francesco e da un... Floccari che non figurava nemmeno nell’elenco dei convocati diramato nel pomeriggio! Nell’ottica del turn over, Missiroli e Salvatore Esposito rilevano Segre e Viviani. Strefezza (ottimo venerdì a Verona) parte dalla panchina.

Dall’altra parte, Zanetti recupera bomber Forte e cambia portiere, terzini, regista e due attaccanti su due. Sebastiano Esposito, fino a gennaio alla Spal, è in panca: niente sfida col fratello, almeno all’inizio. Il modulo è un 4-3-2-1 in fase difensiva, che diventa 4-3-3 o 4-3-1-2 – in base ai movimenti di Aramu – all’atto di attaccare. botta e risposta 

La Spal palleggia con pazienza, poi piazza le prime banderillas. Di Francesco e Missiroli, in rapida successione, sfiorano il gol. I ritmi salgono. La proprietà tecnica e la rapidità di manovra del Venezia è apprezzabile. La gara è frizzantina, la Spal ha il merito di tenere bene il campo e di attendere che si presenti il varco giusto. È quanto accade nel finale, quando gli uomini di Rastelli sono solerti ed efficaci nello scippare l’improvvido Crnigoj e nel servire Di Francesco che pennella il vantaggio. Di brevissima durata, già che in pieno recupero – da corner – la retroguardia è marmorea e l’ex Ceccaroni incorna. Pareggio sanguinoso, non si può subire un gol così, sulla campanella dell’intervallo.

Nella ripresa i primi minuti sono infarciti di errori di misura su entrambi i fronti. Squadre allungate, manovre meno fluide. È però il Venezia a fare di più, e non a caso in due circostanze sfiora la rete: prima la traversa e poi il palo salvano la Spal. I cambi cercano di portare freschezza ma gli esiti non sono pari agli auspici. Succede nulla, se non vibranti proteste spalline per un placcaggio di Modolo ai danni di Strefezza lanciato in contropiede: viene chiesto il rosso, mentre l’arbitro si limita all’ammonizione. Alla fine, un punto che comunque fa brodo, contro una squadra più forte. –

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