Spal, per garantire l’accesso ai play off serviranno ancora 10 o 11 punti

Con sei gare da disputare prima del termine della stagione regolare bisognerà sicuramente vincere le tre in casa

Paolo Negri

ferrara. Sei partite alla conclusione della stagione regolare. Spal attesa da tre gare in trasferta (Lecce, Brescia e Reggiana) intervallate da tre in casa (Ascoli, Frosinone e Cremonese).


I biancazzurri sono sesti in classifica, a quota 47, con 4 lunghezze sul Brescia, nono e primo escluso dalla griglia dei play off. Con 18 punti ancora in palio, la Spal per essere ragionevolmente certa di terminare entro l’ottava posizione, dovrebbe conquistarne 10, oppure 11. A 57/58 non dovrebbero esserci problemi. Per garantirsi un bottino del genere, è evidente che la squadra di mister Rastelli sarà chiamata a vincere tutti i tre confronti casalinghi, ed a fare almeno un punto “fuori”. Ragionando sulla carta, l’ideale sarebbe conquistarlo a Brescia alla terzultima giornata, poi è chiaro che bisognerà vedere se per quella partita le rondinelle saranno ancora in corsa oppure no.

Questa è teoria, si dirà. E le tabelle lasciano il tempo che trovan.

Ovvio. Ma al tempo stesso è inevitabile ragionare, fare un po’di conti, studiare le possibili combinazioni, proiettarsi in avanti. Il traguardo della serie A potrà essere conquistato solo attraverso i play off, ma gli spareggi sono ancora tutti da... conquistare. La grande sfida, da qui alla fine, sarà questa.

Una partita alla volta? Ok, certo. Si comincia sabato a Lecce e, sempre in teoria, in questo momento (sulla carta) il pronostico è squilibrato. A favore dei pugliesi. Perché i giallorossi sembrano filare spediti verso la serie A diretta, perché possiedono un attacco mostruoso, perché il gioco di Corini – superate le turbolenze che avevano aperto a speculazioni assortite – è una meraviglia. Epperò, mai dare alcunché per scontato. Soprattutto in questa anomala e pazza serie B.

Da una parte vorremo dire che se c’è una partita in cui la Spal ha nulla da perdere, questa gara è quella di sabato. In assoluto sarebbe così, ma nella realtà è chiaro che il risultato salentino avrà il suo impatto. I biancazzurri saranno ancora in emergenza, con varie situazioni da valutare: i recuperi di Valoti (probabile) ed Asencio (forse possibile per la panchina, ma non si correrà alcun rischio), le assenze sicure (Paloschi, Vicari, Tomovic), le indispensabili verifiche per Floccari che contro il Venezia non era nemmeno tra i convocati e poi ha dovuto giocare.

Privo dei suoi uomini di maggior esperienza (Vicari e Tomovic), il reparto arretrato sarà composto da Sernicola, Okoli e Ranieri, opposti al miglior attacco del campionato. Una bella sfida. I tre sono perfettamente complementari (Sernicola è destro, Okoli ha già giocato come perno centrale, Ranieri è mancino) e stanno trovando continuità, oltre ad avere qualità che vanno al di là delle fisiologiche oscillazioni del momento (vedi quanto occorso al talentuoso Okoli nelle ultime due gare).

Il problema è un altro: il reparto è ridotto all’osso, così come lo è stato e potrebbe ancora esserlo l’attacco. E allora, a Lecce ma soprattutto in prospettiva la Spal per centrare il proprio obiettivo dovrà imperativamente recuperare pedine ed anche dotarsi di soluzioni offensive. Mister Rastelli ha portato evidente maggior compattezza e solidità (1 gol subìto in tre gare), però la squadra contro un Venezia di tasso superiore ha evidenziato/confermato le proprie lacune. In primis quelle di passo a centrocampo, poi – anche a causa delle assenze, ovvio – lo scarso peso in attacco. Appena un tiro nello specchio, nessuno nella ripresa. E non è solo una questione di attaccanti, di averli o non averli, ma anche di fluidità, di rapidità nel ribaltare il fronte. Concettualmente, elementi come Strefezza e Segre (ma quest’ultimo potendolo finalmente vedere sulla continuità d’impiego, non una sì, una no e una “mezza”) parrebbero preziosi per questa squadra.

Wait and see.–

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