Il grande gelo: minaccia Usa di boicottare Pechino 2022

Le tensioni con la Cina potrebbero portare gli States a disertare i Giochi invernali in programma tra 10 mesi. E il pensiero torna a Mosca 1980 e Los Angeles 1984

ROMA. A dieci mesi dai Giochi invernali di Pechino spirano venti di tempesta tra Usa e Cina. I cinque cerchi olimpici diventano, come spesso accaduto in passato, pretesto e terreno di scontro tra i due Paesi. La questione dei diritti umani che secondo Washington verrebbero violati da Pechino a Hong Kong e nello Xinjiang, è per l’amministrazione Biden motivo per valutare «con gli alleati un approccio congiunto» e di fatto ipotizzare il possibile boicottaggio ai Giochi, al via il 4 febbraio prossimo. Il portavoce del dipartimento di Stato americano, Ned Price, ha spiegato che un «approccio coordinato non sarebbe solo nel nostro interesse ma anche nell’interesse dei nostri alleati e partner con cui rispondere agli abusi». Una presa di posizione che arriva dopo che gruppi e associazioni per i diritti umani da tempo sono sul piede di guerra protestando contro l’organizzazione dei Giochi di Pechino sollecitando un boicottaggio diplomatico o diretto per richiamare l’attenzione su presunti abusi cinesi contro uiguri, tibetani e residenti di Hong Kong. Gli attivisti hanno anche contattato i Comitati olimpici nazionali, gli atleti e gli sponsor dopo non essere riusciti a convincere il Comitato olimpico internazionale con sede in Svizzera a spostare i Giochi lontano dalla Cina.

La minaccia di boicottaggio ha subito fatto scattare la reazione di Pechino: «La politicizzazione dello sport danneggerà lo spirito della Carta olimpica e gli interessi degli atleti di tutti i Paesi. La comunità internazionale, incluso il Comitato olimpico Usa, non lo accetterà», ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Zhao Lijian. Alla posizione del dipartimento di Stato di Washington fa da contraltare la spiegazione di un alto ufficiale dell’amministrazione Usa secondo cui l’eventualità del boicottaggio non viene discussa.


Sta di fatto che dopo i quattro anni turbolenti della amministrazione Trump, i rapporti tra la Cina e la Casa Bianca di Joe Biden non sembrano aver superato attriti e tensioni. In questo braccio di ferro il Cio prova a restarne fuori invitando a non politicizzare i Giochi. «Non siamo un governo super mondiale in cui il Cio è in grado di risolvere o addirittura affrontare problemi per i quali né il consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, nessun G7 o nessun G20 ha soluzioni», aveva detto Bach in una conferenza stampa il mese scorso. E ha ripetuto che il Cio deve rimanere neutrale. La Cina già il mese scorso parlava di «motivi politici» alla base di qualsiasi tentativo di boicottaggio. «La Cina rifiuta fermamente la politicizzazione dello sport e si oppone all’uso di questioni relative ai diritti umani per interferire negli affari interni di altri paesi», dichiarò a marzo il portavoce Zhao Lijian aggiungendo che un tentativo di boicottaggio «è destinato al fallimento». —

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