Spal, Viviani tra emozioni e obiettivi

La carica del regista “rispolverato” da mister Rastelli: «Avevo sognato quel momento. Ora sotto con il Lecce»

ferrara. Mister Rastelli l’ha tirato fuori dall’impolverato cassettone degli inutilizzati, proponendolo da titolare in quel di Verona contro il Chievo e ottenendo una piena risposta fino a quando l’autonomia ha retto. Un bel “sì”, per dire che Federico Viviani potrà trovare ulteriore spazio in questo cruciale finale di campionato.

La confortante prestazione del regista col numero 77 sulla schiena è stata gradita anche dal presidente Walter Mattioli, anch’egli felice che il ragazzo sia rientrato fattivamente dentro al progetto tecnico in un momento sportivo di squadra che lo stesso Viviani ha così commentato:


«Nelle ultime tre partite abbiamo raccolto un discreto bottino, soprattutto se consideriamo il momento da cui venivamo e le squadre affrontate. A mio avviso, però, contro il Chievo avremmo meritato di più. Possiamo considerarci soddisfatti ma è nelle nostre corde pretendere di volere di più. Rastelli? È quasi un mese che lavoriamo con lui, lo stiamo seguendo in tutto e per tutto ascoltando i consigli e le indicazioni che ci dà. Credo che il suo lavoro si sia già visto in queste tre partite».

A VOLTE RITORNANO

Viviani si è soffermato sul proprio rientro in campo: «Tornare in campo con la Spal – dice il regista – è stata un emozione bellissima. È tanto tempo che sono qua, mi sento a casa e voglio bene a tutti. Ci tenevo a fare bene ma voglio dare ancora una mano alla squadra da qui alla fine. Quando uno rientra in campo dopo tanto tempo di stop – prosegue “Vivio” – si sogna e si immagina la cosa nel miglior modo possibile: per quanto mi riguarda quella di Verona è stata una buona partita per cui mi ritengo soddisfatto».

LA SPECIALITà

Il 77 al “Bentegodi” aveva avuto immediatamente una clamorosa occasione dalla propria mattonella su calcio di punizione: «Spero di tornare al gol con questo fondamentale il prima possibile. Ho tanti bei ricordi delle reti fatte su punizione nella Spal e spero di potermi tornare a divertire anche sotto questo punto di vista. Il segreto? È frutto di tanto allenamento. Almeno due volte a settimana mi fermo in campo assieme allo staff e ai portieri. È la cosa più importante, poi è ovvio che bisogna averlo nelle proprie corde».

Col 77 sulla maglia, perché il 7 è sempre stato occupato prima da Antenucci poi da Missiroli, Viviani ha ricordato la sua più grande emozione vissuta da giocatore della Spal: «Il pomeriggio della salvezza all’ultima giornata contro la Sampdoria nel primo anno di serie A. Festeggiare con tutti i nostri tifosi dentro lo stadio è stato qualcosa di indescrivibile che porterò sempre con me. Speriamo di tornare presto a far gioire la nostra gente».

Il centrocampista è tornato sul lungo periodo di mancato utilizzo: «Ho sempre tenuto davanti a tutto la voglia di giocare e le emozioni che trasmette il calcio. Sono cose che si fanno fatica a spiegare ma vanno pensate nei momenti difficili. Anche la mia famiglia mi è stata vicina».

“VIVIO” SALENTINO

Infine, il ritorno al presente con l’obiettivo stagionale ancora alla portata, seppur attraverso i play off: «Noi ce la stiamo mettendo tutta – evidenzia Viviani – anche grazie all’aiuto del mister. Si vede che abbiamo voglia di lottare su ogni pallone fino all’ultimo minuto per fare risultato. Sappiamo che la squadra ha grandi qualità per cui ci proveremo».

In primis contro il Lecce, che ha recentemente eguagliato la striscia di sei vittorie filate che la Spal di mister Marino aveva centrato nel periodo autunnale: «Sarà una tappa importantissima, ci teniamo a vincere come eravamo già stati capaci di fare all’andata. Ci vorrà l’atteggiamento giusto. Sappiamo cosa stanno facendo loro in questo momento e che tipo di squadra sono: ci aspetta una partita difficilissima. Li stiamo studiando, ci stiamo allenando e vogliamo andar giù a Lecce più preparati possibili per giocarcela e metterli in difficoltà. Vogliamo portare a casa un grande risultato che ci spinga a finire questa stagione nel migliore dei modi». —

Alessio Duatti

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