Spal, che impresa, s’impone a Lecce e rafforza i playoff

Grande prova dei biancazzurri che spezzano la serie pugliese di sei vittorie di fila. Rastelli azzecca tutte le mosse e viene premiato. Successo meritatissimo

LECCE. Serviva una vittoria per rilanciarsi definitivamente, per dare un segnale alle dirette concorrenti e per dire che – almeno per i play off – la Spal c’è. Massimo Rastelli si è scelto il pomeriggio migliore per farlo (oggi, 9 aprile), la compagine spallina ha deciso di imporsi contro l’avversario più quotato e probabilmente anche quello più difficile da battere in questo momento. E l’ha fatto in maniera impeccabile, facendo soffrire come non mai il Lecce in questo torneo: mai così in difficoltà la squadra di Corini che, dopo due mesi a ritmo sostenuto e sei vittorie di fila, vede la serie interrotta e ora vede scricchiolare anche la sua piazza d’onore. La vittoria del Via del Mare è pesante anche per come è maturata, oltre che per i tre punti in sé che, ovviamente, dimostrano la bontà del lavoro svolto da Massimo Rastelli da quando è arrivato alla Spal (otto punti in quattro gare).

I biancazzurri si sono presentati in Puglia con tanti assenti: out Paloschi, Tumminello, lo squalificato Tomovic e Vicari. Panchina per Asencio. Rastelli cambia assetto tattico e si mette a specchio con Corini.


Il 4-3-1-2 della Spal ha caratteristiche diverse da quello del Lecce, perché non prevede fisicità davanti ma tanta qualità con Valoti a supporto di Strefezza e Di Francesco. La scelta della difesa a quattro ha la sua ratio nel voler liberare la rapidità di Sernicola e Dickmann, che sono stati un fattore in fase di transizione. Ma sono stati soprattutto Strefezza e Valoti a fare la differenza, in particolare nella prima ora di gioco, cioè fin quando hanno retto. Il brasiliano è stato il primo a rompere gli indugi con un tiro dalla distanza di poco alto e poi ha propiziato il vantaggio spallino, con una conclusione respinta che è diventata buona per il destro di prima intenzione di Mattia Valoti, finito in doppia cifra. I ritmi buoni li ha avuti anche il Lecce, che ha risposto per le rime trovando immediatamente il pari, sfruttando però un errore in uscita della Spal (con Murgia): sfondamento di Henderson sul centrodestra, cross per l'inserimento di Majer, implacabile col sinistro.

La prima frazione è stata gradevole, con la Spal ben disposta in campo e per nulla intimorita nonostante le assenze e l’emergenza. La formazione di Rastelli ci ha provato alla mezz’ora con un destro sporco di Di Francesco dal limite con palla di poco fuori. Dalla parte opposta, poca incisività nel Lecce dei due attaccanti ma, la prima volta che Pettinari e Coda si sono attivati, hanno rischiato di fare gol: grande giocata dell’ex Crotone col bomber campano che non ha trovato il tap-in. I ritmi sono stati più lenti nella ripresa, con la Spal che ha trovato il nuovo vantaggio su schema d’angolo, la specialità della casa (undicesimo gol di testa della Spal in campionato): lo scambio Strefezza-Murgia ha trovato Okoli libero in area di rigore per il 2-1. E qui sono emersi i nuovi meriti dei biancazzurri, bravi a restare sul pezzo e ad addormentare la partita, spezzettando il gioco e chiudendo ogni spazio al Lecce.

Mentalità vincente anche di Rastelli che non ha mai rinunciato ad un assetto offensivo; anche quando lo stremato Valoti (decisamente il migliore, gol a parte) ha alzato bandiera bianca, ha lasciato il tridente davanti piazzando Asencio accanto a Floccari anche per tenere più impegnati i centrali del Lecce. È stata proprio la Spal a sfiorare il tris, con l’incursione di Sernicola a scheggiare il palo (77’). Nel finale, assalto a salve dei salentini che hanno sì colpito una traversa in pieno recupero (come all’andata) con Stepinski di testa, ma non hanno messo in pericolo il meritato successo spallino. —

Marco Rinaldi

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