Spal, correzioni vincenti. Scelte di coraggio e che hanno garantito il passo che serviva

Il cambio di modulo ha pagato: dal segnale di fiducia dato alla squadra ad un calcio più efficace. L’impatto sulla classifica e le prospettive 

FERRARA. Giornata proficua, quella di ieri. La vittoria di Lecce è stata ricca di contenuti, di significati e di ripercussioni positive.

Cominciamo da queste ultime. Il successo ha avuto grande impatto sulla classifica. Agganciato il Venezia al quinto posto (certo, attendendo la gara odierna della squadra di Zanetti), guadagnati due punti su Cittadella e Brescia, tre sul Chievo che se la vede oggi contro il Pisa ed un po’ di pressione l’avrà, perché adesso è all’ottavo posto (l’ultimo che dà accesso ai playoff) e le inseguitrici premono.


È una classifica da interpretare, ci sono anche avversarie (lo stesso Chievo, la Cremonese, il Pisa) che devono recuperare delle partite, quindi lo scenario può leggermente mutare. È però fondamentale che la Spal abbia guadagnato qualcosa, sia salita a +6 sul Brescia nono e si trovi in corsa anche per il quarto posto, che resti appannaggio del Monza (in crisi nera ed appena a +2) o che venga conquistato dal Venezia (che, nel caso, avrebbe tre lunghezze di vantaggio). Non solo stare dentro gli spareggi, ma anche provare a migliorare la posizione in griglia: per la Spal si tratta di qualcosa di estremamente importante.

Bene, questo quadro positivo è maturato nella circostanza teoricamente più difficile, la proibitiva (sulla carta) trasferta di Lecce, contro la squadra del momento, lanciatissima da sei vittorie di fila, seconda in classifica e con il miglior attacco del campionato. La Spal ha messo la museruola a bomber Coda e soci, ha impedito che i salentini battessero il record di successi di fila migliorando la performance che condividono proprio con i biancazzurri (sei, appunto) ed ha inflitto loro la seconda sconfitta nei due scontri diretti stagionali. Tutto ciò, in trasferta, in un momento cruciale del campionato e pur dovendo fare i conti – ancora una volta – con numerose assenze. Ma l’affermazione è stata netta, limpida, meritoria. Ed è su questo che vale la pena soffermarsi.

Mister Rastelli ha messo la ciliegina sulla torta della sua primissima fase alla guida della Spal: quattro gare, quattro scontri diretti (Cittadella, Chievo, Venezia e appunto Lecce), due vittorie e due pareggi, 8 punti conquistati su 12 disponibili, 4 gol segnati e 2 incassati. L’impatto del tecnico è evidente, ciò che ognuno può pensare su quanto è successo prima ed ha portato alla fine dell’era-Marino, sta a zero. Contano i fatti.

E questi dicono che Rastelli ieri ha permesso alla Spal di compiere un passo rilevante verso la certezza dei playoff, promuovendo correzioni rivelatesi vincenti. Ha abbandonato la difesa “a cinque” imperante dal 2013 e di cui francamente non se ne poteva e non se ne può più (concettualmente, intendiamo. Poi, per carità, ci stanno valutazioni e scelte conseguenti). Ha affrontato il Lecce mettendosi con lo stesso 4-3-1-2 dei salentini ed ha di conseguenza lanciato un messaggio di coraggio e di fiducia alla squadra. Non era scontato, anzi, un cambio di modulo proprio nel giorno in cui la difesa doveva rinunciare contemporaneamente ai due uomini più esperti, Tomovic e Vicari. D’altra parte, contano le qualità e non solo il curriculum e la carta d’identità.

La retroguardia Dickmann-Okoli-Ranieri-Sernicola ha risposto ottimamente. Ma, soprattutto, la mossa vincente è stata quella di conferire più freschezza, più passo, più ritmo, più frequenza, alla squadra. Segre dal principio, Murgia rilanciato come titolare, Valoti trequartista, un “frullino” quale Strefezza, oltre alla doppia fase ed alla spinta in fascia di Sernicola e Dickmann hanno permesso alla Spal di colmare quel deficit di dinamismo apparso spesso evidente. Tale maggior mobilità ha consentito sia aggressività che un calcio giovatosi (come a Verona, ancor più che a Verona) pure di un regista verticale quale Viviani, rilancio questo da ascrivere esclusivamente all’occhio di Rastelli. La Spal ha giocato con personalità, compattezza, costante ricerca della manovra, costruendo e finalizzando. Ora viene il difficile, perché confermarsi è sempre complicato. Ma le prossime cinque gare diranno se la strada giusta può essere questa. La strada per giocarsi la promozione.–

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