L’ascesa di Okoli rende la Spal più forte. Nove gare di fila da titolare per “Boli”

Il gol della vittoria a Lecce ha rafforzato la convinzione societaria di avere un potenziale big. Molto simile all’ex Marsiglia

FERRARA. Non è certo un gol a far cambiare valutazioni su un giocatore. La rete, soprattutto se decisiva, dà però il gancio per proporre un’analisi su potenziale, momento e prospettive del calciatore in questione.

DA NAZIONALE

È il caso di Caleb Okoli, autore del centro del successo sabato a Lecce. Il difensore centrale, protagonista di una prova di spessore, ha realizzato il suo primo gol – pesantissimo – da professionista. Un exploit che in qualche modo ha rafforzato/certificato le certezze che in casa biancazzurra circondano il ragazzo. «Fortissimo, arriverà in Nazionale», ci dicevano in tempi ampiamente non sospetti.

Okoli tesoro della Spal, verrebbe da dire. Se non che, di fatto, Okoli è un tesoro dell’Atalanta, club formatore e proprietario del cartellino del ragazzo. La Spal ha avuto il fiuto e la bravura di ottenerne il prestito, e di lanciarlo tra i grandi, e ora ne gode della crescita. Una lunga attesa, un apprendistato contrassegnato da qualche acciacco e da tante panchine, ma anche 11 presenze, di cui 9 – le ultime – consecutive e da titolare, a sottolinearne l’ascesa. Qualche fisiologica oscillazione, vedi le due incertezze (da mettere sul conto di qualche alto e basso tipico della gioventù) con Chievo e Venezia, ma anche un rendimento complessivo più che confortante ed un potenziale enorme.

PROSPETTIVE

È evidente che se la Spal dovesse restare in B, Okoli sarebbe destinato a rientrare sicuramente alla casa madre (come Ranieri alla Fiorentina), mentre un ritorno dei biancazzurri in A consentirebbe al d. s. Giorgio Zamuner di giocarsi le sue carte per trattenere il difensore e consentirgli di rodarsi nella massima categoria con prospettive e continuità d’impiego ben più alte rispetto a quelle che avrebbe in una squadra da Champions (ed il medesimo discorso varrebbe per lo stesso Ranieri, pur con gli obiettivi diversi della Viola rispetto all’Atalanta).

Interrogato sui giovani talenti su cui il calcio italiano deve puntare, il procuratore Andrea D’Amico non ha avuto esitazioni: «Okoli della Spal», ha dichiarato. Il suo è un interesse di parte, si dirà, visto che D’Amico è l’agente del giocatore, ma in realtà il giudizio è pertinente. Perché Okoli ha tutto, ma proprio tutto, per imporsi ai massimi livelli. Fisico, tecnica, potenza, rapidità, gioco aereo, buona capacità di lettura, esplosività, maturità invidiabile per un 2001, abilità nell’uno contro uno, capacità di recupero come di intercettazione delle traiettorie. Un bagaglio completo.

COME BASILE

Basile Okoli o Caleb Boli, verrebbe da sottolineare, intrecciando le identità di Caleb Okoli e di Basile Boli, ex grande difensore dell’Olympique Marsiglia e della Nazionale francese. Troviamo la somiglianza calcistica impressionante. Struttura assai simile, duri sull’uomo, identiche potenza ed esplosività, invidiabile gioco di testa anche in fase offensiva: se il goldi Boli nella vincente finale di Coppa dei Campioni contro il Milan è entrato nella storia, quello di Okoli contro il Lecce potrebbe rappresentare un tassello fondamentale del percorso spallino in questa stagione, con eventuale vista sulla serie A.

Se ne riparlerà. Il futuro passa intanto dalle prossime cinque gare, quelle che dovranno certificare l’approdo della Spal ai play off per la promozione. Bisognerà dare continuità alla prestazione ed al risultato di Lecce. Il discorso vale sia per la squadra che per Okoli. Una prima risposta si avrà venerdì contro l’Ascoli. Esame di passaggio da non sottovalutare, anzi.–

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