Spal, servono i punti contro le “piccole”. Sono quelli che mancano all’appello

Con le prime sette il bottino è buono, pesano i ko con Pordenone, Brescia, Reggina e quell’Ascoli che si affronta venerdì

FERRARA. Una sconfitta ed un pareggio contro la capolista Empoli. Due-vittorie-due contro il Lecce secondo. Un successo in casa ed il pareggio esterno al cospetto della Salernitana terza in classifica. Due pareggi con il forte Venezia. Altri due match nulli con la corazzata (o supposta tale) Monza. Una sconfitta ed una vittoria con il Cittadella. Due pareggi con il Chievo.

Andamento


Il ruolino di marcia della Spal negli scontri diretti con le altre prime sette della graduatoria è confortante, positivo, per certi aspetti molto buono. I biancazzurri se la sono sempre giocata alla pari, hanno ben figurato, hanno saputo imporsi quattro volte ed hanno perso solo in due circostanze tra cui quella di Empoli, subendo una rimonta beffarda e dopo una vigilia caratterizzata dall’allarme Covid. Insomma, contro le grandi la Spal ha dimostrato di esserci.

A far difetto, ad aver determinato l’attuale sesto posto a -8 dalla seconda piazza e dalla promozione diretta, sono i punti persi contro le piccole, o medio-piccole. Basti pensare alle sconfitte interne contro Brescia, Pordenone e Reggina, al pareggio casalingo con Cosenza ed Entella, al netto ko di Pisa (costato la panchina a mister Marino), alla sconfitta dell’andata ad Ascoli. Cioè contro l’avversario marchigiano che salirà al “Paolo Mazza” per la partita di venerdì sera alle 21.

Cosa serve

Ecco, adesso ciò che si chiede alla Spal - per blindare la posizione play off e magari provare a scippare il quarto posto al Venezia (a +3) o il quinto al Monza (a +2) - è di non sprecare più le occasioni contro le formazione di medio-bassa classifica. Non che sia facile, per carità, o scontato. Questo campionato insegna. Il discorso vale per tutti, prendi il Monza che ha appena perso ad Ascoli, per citare solo uno dei tanti esempi che si potrebbero fare.

L’impegno di venerdì equivarrà ad una bella lotta. Marchigiani in salute, tosti, temibili, determinatissimi a mettere mattoncini utili per la salvezza. Ma la Spal, che con l’avvento di mister Rastelli ha conquistato 8 punti in 4 gare, deve dare seguito, continuità. Deve confermarsi. Gli è che i citati quattro confronti sono stati altrettanti scontri diretti di alta classifica, mentre ora arriva appunto l’opposizione di una squadra con obiettivi completamente diversi. Opposti. E questo sarà un esame tanto complicato quanto probante.

La verifica

Superarlo significherebbe corroborare le proprie aspirazioni, ribadire la crescita, rodarsi al meglio in vista dei successi confronti di Brescia (9º), con il Frosinone (14º, di Reggio Emilia (granata terzultimi) e con la Cremonese (11ª). Tutti incontri che, con qualche sfumatura diversa, rientrano nella tipologia di quelli che nel corso della stagione hanno visto la Spal lasciare per strada punti che se conquistati anche solo parzialmente adesso disegnerebbero una classifica ben diversa.

Ecco perché questa retta finale della stagione regolare può dire molto ed incidere altrettanto sia sulla classifica conclusiva sia sulla posizione (più o meno di forza) con cui la Spal si presenterà agli spareggi per la promozione in serie A. Si è sempre detto che i campionati si vincono, o si perdono, contro le “piccole”. Ecco, per centrare i play off con il miglior piazzamento possibile in griglia, la Spal non dovrà più inciampare nelle rivali in posizione inferiore nella graduatoria.—

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