Spal opaca e battuta: l’Ascoli complica la corsa per i play off

Brutta prova dei biancazzurri che non sfruttano il vantaggio e si fanno rimontare. Squadra lenta, senza idee e priva di peso offensivo. È già il quarto ko casalingo

FERRARA.  Vincere, per sperare. Era questo l’obiettivo della Spal, impegnata nell’anticipo interno  contro l’Ascoli. Un successo indispensabile per continuare la striscia positiva avviata da mister Rastelli e per mettere pressione a Venezia e Monza. Ma prima di mettersi comodamente alla finestra, i biancazzurri necessitavano obbligatoriamente del successo. Missione fallita. Prova opaca, tra flemma, inefficacia, illusorio vantaggio non propedeutico ad una gara ben indirizzata. Lacune ed amnesie hanno poi consentito rimonta e sorpasso ospiti, con l’Ascoli ad imporsi per la prima volta nella sua storia al “Paolo Mazza”. Un colpo durissimo per ambizioni ed auspici dei biancazzurri. Prima sconfitta della gestione Rastelli, quarto ko interno stagionale: i punti persi in casa fanno la differenza. La battaglia per i play off sarà tutta da combattere. 

Spal in campo con il 4-3-1-2 varato con successo a Lecce, ma con alcuni avvicendamenti: Tomovic in difesa centrale, con Ranieri quindi dislocato a sinistra al posto di Sernicola (squalificato, al pari di Mora); Missiroli mezz’ala in luogo di Murgia; Floccari a guidare l’attacco, al fianco del confermato Di Francesco: resta quindi sorprendentemente fuori il multiuso Strefezza, che si pensava potesse giostrare al fianco vicino al capitano. Globalmente, una Spal in teoria meno mobile - per caratteristiche - rispetto a quella vincente e convincente in Puglia. Nell’Ascoli la sorpresa è Bajic in tandem con Dionesi: Sottil opta per due punte vere, ne fa le spese il frizzante ed imprevedibile Bidaoui.

Fase iniziale (lunghetta...) a ritmi lenti, con deficit tecnico, pochi spazi o incapacità di trovarli. Viviani ha un paio di illuminanti lanci lunghi, ma la Spal si arena sulla trequarti, le poche volte in cui ci arriva. L’Ascoli pare possedere più gamba, sta compatto nel guscio in attesa di ripartire, affidando le iniziative al piede dell’elegantemente talentuoso Sabiri. Spal compassata, sterilmente accademica, priva di ritmo e di idee, inoffensiva. Sia come sia, dal 24’ i biancazzurri salgono un po’ di regime e di lì a un sospiro trovano l’accelerazione vincente: due passaggi e la saetta dell’immancabile Valoti a siglare il vantaggio. Un lampo nel buio, che parrebbe mettere la gara in discesa. Infatti la Spal si anima, minaccia con Segre. Ma nel finale si addormenta, consente all’Ascoli una manovra insistita che sfocia nel gol di Sabiri (già doppiettista all’andata).Troppa passività biancazzurra. E s’infortuna pure Valoti. 

Il trequartista dopo l’intervallo non rientra. Bel problema. Rastelli mette Strefezza, ed anche Murgia per Viviani (perché?) con Missiroli che trasloca in regia. La Spal peggiora ulteriormente, l’Ascoli fa la partita ed è incisivo, approfittando anche dei tanti palloni persi dai biancazzurri. Bajic prima scivola, ma alla seconda chance non perdona. Vantaggio ospite, sacrosanto alla luce di quanto si vede. La Spal ha una reazione di nervi. Preme. Ce la mette tutta, un paio di volte è pericolosa. Rastelli cambia ancora, passa alla difesa con tre centrali. Poi inserisce Asencio per Dickmann, è l’ultima carta. Il forcing è tanto volonteroso quanto confuso ed inefficace. — RIPRODUZIONE RISERVATA