Marta Bertoncelli: «Mi tremano le gambe Inutile mentire, sogno la finale olimpica»

Canoa. Dopo aver conquistato il pass per Tokyo grazie al bronzo nel World ranking, l’atleta ferrarese pensa in grande 

il personaggio

Con le prove di World ranking disputate a Tacen (Lubiana) in Slovenia, la ferrarese Marta Bertoncelli – storica portacolori del Canoa Club Ferrara ed oggi al Gruppo Sportivo Carabinieri, medaglia d’argento ai Mondiali Junior 2019 - ha dunque conquistato il pass olimpico per Tokio. Per la giovanissima Marta, classe 2001, una medaglia di bronzo in Slovenia che vale, oltre alla convocazione per i prossimi Campionati Europei di Ivrea, la prima esperienza a cinque cerchi nel C1 femminile, disciplina all'esordio assoluto nel programma olimpico fortemente voluta dal CIO per garantire la parità di genere. Una conquista che a dire il vero c’era già stata dopo una vera e propria impresa sul canale catalano di La Seu d’Urgell ai mondiali del 2019 quando appena diciottenne centrò il 15° posto che non valeva la finale iridata, ma paradossalmente qualche cosa di molto più importante. Marta fra le altre cose sarebbe diventata la prima donna nella storia della canoa italiana a partecipare alla finale olimpica nella canadese monoposto. La raggiungiamo telefonicamente mentre in treno – lasciata la caserma in Valstagna - raggiunge la sua base operativa ad Ivrea.


In questo caso possiamo dire “buona la seconda”…

«Sì, la seconda è quella buona - dice divertita l’atleta -. Ancora non ci posso credere…Mi tremano ancora le gambe. Forse me ne renderò conto solo salendo in aereo con in mano il biglietto per Tokio. È un sogno che si avvera, ma per conquistarlo ho e abbiamo lavorato veramente come matti».

Marta è figlia d’ arte; mamma faceva canottaggio e papà invece proprio canoa. Che cosa ti hanno detto?

«Normalmente mi seguono sempre sui campi gara, ma adesso con il Covid sono costretti a seguirmi da casa. Così domenica appena finita la gara mi sono attaccata al telefono ed è stato bellissimo. Bellissimo sentire la loro gioia ed il loro orgoglio e per me far provare loro questa emozione mi rende una felicità immensa. È un qualcosa che nei momenti difficili mi dà la forza di andare avanti».

E nel prossimo futuro di Marta cosa c’è?

«Sto appunto andando ad Ivrea perché ad inizio maggio ci saranno i campionati Europei Senior, poi avremo due tappe di Coppa del Mondo e poi ci prepareremo bene per le Olimpiadi».

E qui cosa sogni?

«Il mio sogno nel cassetto è la finale Olimpica, inutile mentire…».

Com’è la giornata tipo di Marta?

«In periodo di allenamento mi sveglio verso le 6,30 e faccio una corsetta, poi dopo colazione scendo in acqua per il primo allenamento. Dopo pranzo ricarico un po’ le batterie con amici o il mio ragazzo oppure faccio video analisi. Quindi seconda sessione in acqua e alla sera passo dal fisio se serve o mi rilasso. Sotto gara invece dormo pochissimo e dopo aver fatto colazione e preparato le mie cose scendo a vedere il percorso gara da sola con la musica nelle orecchie facendo poi riscaldamento in acqua sempre con la musica. Faccio ricognizione con il tecnico poi però mi isolo fino alla gara. Il giorno della gara è il mio preferito. È come una droga».

Se dovessi dire grazie a qualcuno?

«Se sono quella che sono lo devo al Canoa Club Ferrara mentre i Carabinieri sono il miglior ambiente possibile ove crescere adesso». —

Dario Cavaliere

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