Sul ring del “palace” Top Secret ko a testa alta

Kenny Hasbrouck (Top Secret)

Contro Treviglio è sfida dura, con momenti da O.K. Corral. Il Kleb annaspa, reagisce con orgoglio e perde al supplementare

FERRARA. Ferocia contro stanchezza. La Top Secret mette in scena la 12ª partita in 42 giorni (8 perse): un match ogni giorno e mezzo. E contro Treviglio (fisica e ringhiante) finisce pure al supplementare. Merito dell’orgoglio Kleb, che sotto di 16 sul finire di un terzo quarto orribile trova - raschiando il barile - la forza per rimettere tutto in discussione. Mancava ossigeno ai biancazzurri, eppure - spalle al muro - hanno riaperto un incontro spinoso. Complicato. Ruvido. Con arbitraggio non all’altezza: ha permesso troppo, contribuendo a “sporcare” un incontro che ad un certo punto pareva duello all’O.K. Corral. In area tra l’indomito Fantoni e Ancellotti mancavano solo i guantoni: il ring era allestito.

Treviglio ha meritato, certo. La Top Secret perde la seconda di fila dell’orologio ma - in questo momento - la classifica conta relativamente. Dopo il tracollo di Verona, al Kleb si chiedeva schiena dritta. Senza Pacher, che in una gara così ermetica sotto canestro sarebbe stato fondamentale. Coach Leka ha dovuto centellinare le forze, andando con Basso e Filoni in quintetto. Avvio adrenalinico, corsa e frenesia. Soprattutto di Frazier che manda Treviglio fuori giri.

Per 10’, la Top Secret sta in piedi perché Panni esibisce un 4/5 da tre. Ma entrare nel “pitturato” davanti a mammut quali Ancellotti-Borra-Lupusor-Nikolic è esercizio da eroi. Il Kleb tiene la testa (18-13 al 10’); appena calano le percentuali da fuori e ai liberi si conclude tutti storti, Treviglio prende il via (32-33 all’intervallo). Retroguardia bergamasca da battaglia totale, attacchi non sempre lucidi epperò sfiancanti per il castello estense. Il giovin Basso vive un momento da gladiatore: è ovunque. Rimbalzi, difesa, recuperate. Una lavatrice: pulisce ogni pallone che sta finendo nella spazzatura. Da solo - generoso - non può bastare. Ferrara non segna, smarrita. Il fortino non si apre. Treviglio va sull’entusiasmo e su ottime spaziature offensive: 40-56.

Quando sembra persa, i ragazzi di Leka riemergono. I big fanno i leader (cesti di Panni ed Hasbrouck; Fantoni lotta con chiunque), Treviglio forse inconsciamente abbassa la concentrazione di una tacca. La ferocia lombarda si attenua, la stanchezza estense si sublima nel carattere. Difesa. E qualche cesto guadagnato con rabbia. Con tenacia da scalatori. E poi ancora difesa e canestro di Hasbrouck da tre. Parziale di 17-4: al 35’ il 57-60. La partita diventa nervi e testa, meno schemi e comprensibilmente lucidità relativa. Aria da playoff. Botte. Colpi. Lamentele. Arbitraggio (di qua e di là) impassibile e impalpabile. Ora la può vincere chiunque tra errori, fiato sospeso e prodezze. Hasbrouck insacca in entrata il 67-67 dell’over time.

L’equilibrio regna sovrano. Sul 73-74 a 55” dalla sirena Fantoni non concretizza per due volte sotto canestro, ma contro i tentacoli bergamaschi era francamente difficile. Semmai è Vencato che gli ha passato un pallone spinoso su scorribanda errata. Nikolic subito dopo insacca da 3 e la blinda. Per Ferrara una sconfitta senza scorie emotive. —

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