Top Secret, fiato corto Ma il gruppo è sempre competitivo

La fase ad orologio è partita male, però conta relativamente Stanchezza ed infortuni pesano. Come visto anche a Milano

Marco Nagliati

ferrara. I numeri vanno “letti”. Le situazioni interpretate. Le assenze considerate. La stanchezza un fattore. La Top Secret è nelle sabbie mobili di risultati negativi (nove perse nelle ultime tredici, tre sconfitte in altrettante partite di fase ad orologio cui va aggiunta l’ultima di stagione regolare con Ravenna), ma lo stato dell’arte dipinge una realtà diversa da quanto portano in superficie le cifre. Le ultime battute d’arresto (Treviglio e Milano) sono giunte al supplementare con narrazione diversa, epperò storia non dissimile. Un particolare, una fischiata avversa anzicheno, un canestro in più realizzato e il referto sarebbe stato differente. Sabato, al PalaLido, la Top Secret è partita a mille esprimendo un gran basket. Dopo l’intervallo è progressivamente finita nelle tenaglie della fatica, perdendo lucidità. Finendo sotto, rimontando 5 punti nell’ultimo minuto del quarto periodo (tripla+entrata di Hasbrouck) e cedendo all’over time per il fato. Tiro sbagliato della vittoria di Baldassarre, fallo in attacco a rimbalzo (da rivedere) di Dellosto su Raivio a 11” dalla sirena. La guardia biancorossa, obiettivo di mercato estivo degli estensi, ha stampato i due liberi del sorpasso vittoria. Poi l’ultima azione Kleb è stato un pasticcio censurabile.


esagerazione

Anche lì, probabilmente, ha inciso un fattore: tredici partite in quarantacinque giorni. La Top Secret per un mese e mezzo è scesa sul parquet tre volte a settimana. Un assurdo. Peraltro incompleta. Anche a Milano, per dire, mancava Pacher. Non proprio un tassello marginale del puzzle. Questo surplus agonistico e di forfait ha obbligato coach Leka ad una gestione più atletica che tattica. Spazi enormi a Basso (in crescita e tonico, pur con ingenuità sparse) e Dellosto (ancora timidino), minutaggio centellinato per Hasbrouck. L’orologio è una fase di passaggio, la graduatoria conta relativamente. L’abbinamento playoff non puoi valutarlo sulla base di un “meglio settimi, piuttosto che ottavi o noni”. Chiaro che le difesa va registrata un filino, che Vencato in regia sta faticando un po’ ma le tossine hanno il loro peso. Adesso, dopo fatiche erculee, finalmente una settimana normale. Riposo. Allenamenti. Ripassi tattici. E una sola partita domenica con Verona. Alla Top Secret non mancano orgoglio e senso di appartenenza. Non è storia da libro “Cuore”, semmai un dato di fatto. Altrimenti le ultime due uscite sarebbero finite al 40’ con passivi ben più ampi di quelli rimediati all’over time.

lucidità

Spiro Leka, nel post Urania, ha argomentato con lungimiranza e non con spavalderia il momento. Leggendo oltre: «Continuiamo a fare buon basket, i giovani crescono. Non sono preoccupato». Ed è così, effettivamente. Nonostante gli inciampi recenti, la Top Secret ha ancora molto da dire. Serena e determinata. —

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