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Spal, disastro totale. Perde col Frosinone e ad oggi è fuori dai playoff

Prestazione imbarazzante, nessun tiro in porta, totale assenza di idee e qualità. Squadra a quota 50 con Chievo e Brescia ma penalizzata dalla classifica avulsa

FERRARA. Spal-Frosinone, terzultima di stagione regolare. Per i biancazzurri un solo obiettivo: il successo. Necessario come il pane, al fine di mettere in sicurezza i playoff, altrimenti teoricamente minacciati dalle inseguitrici Reggina e Brescia.

Finisce in pianto. Prestazione sconcertante, di assoluta povertà sotto ogni profilo. Nessuna azione costruita, totale assenza di idee, qualità, pericolosità. Nessun tiro in porta. E sconfitta (0-1). La terza consecutiva. Un disastro. Culminato nell’uscita dai playoff. Al momento, ovvio. Spal raggiunta a quota 50 da Chievo e Brescia ma ultima delle tre nella classifica avulsa.


LE SCELTE

Ancora assenti per infortunio Valoti, Viviani e Vicari. Spal in campo con quattro varianti rispetto all’undici iniziale di Brescia. Giocano Ranieri, Missiroli, Floccari e Di Francesco, stanno fuori Segre, Esposito, Murgia e Paloschi. Il modulo in fase difensiva è 5-3-2 (speculare a quello ospite) con Okoli perno centrale e Tomovic sul centro-destra; quando invece attaccano, i biancazzurri sono legati alla variabile-Strefezza, i cui movimenti, la cui posizione, possono disegnare a piacimento un 3-4-3, un 3-4-1-2 (pur se parlare di trequartista pare assai azzardato), un 3-4-2-1.

ERRORI E STERILITA'

L’iniziativa è subito spallina, ma si tratta di una supremazia sterile, cadenzata, monocorde. Il Frosinone sta chiuso, non rischia, tenta di ripartire. La qualità latita su entrambi i fronti. Nessuna emozione, nessun brivido. Dopo 25 minuti non si registrano tiri. Ed i risultati provenienti dagli altri campi (Chievo e Reggina in vantaggio) porrebbero la Spal fuori dai playoff. Serve una scossa, un’accelerata. Gioco e creatività mancano del tutto, è un’infilata di errori ed imprecisioni. Il tempo s i chiude malinconicamente, oltretutto si apprende che il Brescia ne segna due a Vicenza. Per fortuna la Reggina viene agguantata. Ma non si può dipendere dalle sorti altrui. Prima frazione spallina assai deludente, asfittica, annebbiata.

SVANTAGGIO E CALCOLI

Nella ripresa il Frosinone si presenta con l’esterno Tribuzzi al posto del difensore centrale Ariaudo, per avere più spinta. Giunge l’eco del vantaggio ascolano a Reggio Calabria, ma non si può “stare dietro” a queste cose, perché la Spal si complica la vita da sola: rigore netto di Mora su Parzyszek, Novakovich trasforma. Biancazzurri agonizzanti. Stante gli altri risultati (Chievo 1-1 con la Cremonese, Brescia che vince 3-0 a Vicenza), tre squadre Brescia, Chievo e Spal) a quota 50 e classifica avulsa penalizzante.

Si alzano i ritmi, la reazione è di nervi. Solo quelli, anche troppo tesi. Proteste continue, rigori (inesistenti) reclamati una-due-tre volte. La spinta c’è, le idee, la brillantezza e la pericolosità invece non ci sono proprio. Rastelli mette Paloschi e Asencio (cambio di modulo, esce Tomovic), poi Segre. Proprio Asencio spreca malamente la palla del pareggio, tirando alto da due passi.

AGONIA

Si chiude con un generoso, confuso e vano forcing, che espone la squadra al contropiede ospite, venendone graziata due volte. Ora, Reggiana e Cremonese. Serviranno 6 punti, sperando che bastino. E che si abbia la forza di conquistarli. —

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