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Spal, vista playoff. Obiettivo legato alle gare di domani

Lunedì 10 maggio al Mazza con una Cremonese tranquilla, per vincere. Auspicando che il Brescia non faccia altrettanto a Monza

FERRARA. Modulo 3-4-3: Marconcini; F. Rossi, Lievore, Leban; Monguzzi, Buriani, Blangero, D’Alessandro; Tosetto, Cancellato, Finotto.

Brianza amica: di chi?


È una formazione (se ne sarebbero potute costruire di differenti; le scelte sono sempre opinabili, qui ad esempio teniamo fuori Colacone e Giorgio) dei doppi ex di Spal e Monza.

Solo un modo, attraverso tale “gioco”, di rimarcare il filo che nei decenni ha legato in qualche modo i due club, e reiterare l’incondizionato appoggio, il tifo, che il popolo biancazzurro domani rivolgerà ai brianzoli.

Forza Monza, che batta il Brescia, che la festa possa essere doppia: biancorossi in A (ma dubitiamo assai che la Salernitana non vinca a Pescara) o che mantengano la terza posizione (utilissima in chiave spareggi) e che la Spal acceda ai playoff.

Il Monza non potrà fare sconti, dovrà imporsi (in ottica prettamente spallina andrebbe bene anche il pareggio...). Sarebbe cosa graditissima, con - alle nostre latitudini - la squadra di Rastelli a fare il suo e mettere sotto la Cremonese. Lo scenario ideale.

Galliani e Cellino sono vecchi compari, ma il Monza-Brescia di domani non contemplerà amicizia.

Motivazioni

In ogni caso, al di là delle notizie che giungeranno dal “Brianteo”, la condizione prioritaria e indispensabile è che la Spal vinca. Da lì non si scappa. Non tutto, ma molto - moltissimo - è nelle mani dei biancazzurri, questo è lampante.

Si dice spesso che le motivazioni fanno la differenza, e allora è evidente che Spal e Cremonese domani avranno motivazioni ben diverse: la squadra di Rastelli insegue un obiettivo preciso, di grande rilevanza, di impatto anche sul futuro, mentre quella di Pecchia è fuori da ogni gioco (salvezza agguantata, playoff dal canto loro irraggiungibili), è tranquilla, tanto che in casa grigiorossa si sta già pianificando il futuro con in primis proprio il discorso della conferma dell’allenatore. Insomma, scenari ben diversi, tali da autorizzare a credere che la Spal domani al “Paolo Mazza” abbia risorse e spinte tali da conquistare i tre punti.

L’aspetto principale sarà la tranquillità, per quanto possibile in circostanze del genere. Nel senso: non farsi prendere dall’ansia di sbloccarla immediatamente. Serviranno calma e pazienza, l’importante sarà passare in vantaggio ma tale obiettivo non andrà cercato in maniera dissennata esponendosi al contropiede ospite. Il gol può arrivare in qualsiasi momento, chiaro che più il tempo passerà e più potrebbe aumentare la frenesia, bisognerà essere bravi a gestire anche questo aspetto. Poi, chiaro, gli scenari possono essere molteplici.

Scenari

Qui ci si sta focalizzando sulla necessità di vincere e che il Brescia non faccia altrettanto, però va anche considerata la partita del Chievo contro l’Ascoli (per quanto i marchigiani abbiano già raggiunto la salvezza e festeggiato con caroselli...), così come un pareggio spallino a fronte di un ko del Brescia sarebbe a sua volta sufficiente. Il presupposto è comunque concentrarsi su se stessi, fare il proprio. Dopo, solo dopo, sarà tempo di contemplare lo scenario conclusivo, di vedere se ed in quale posizione verranno raggiunti i playoff, se il piazzamento sarà l’8º o il 7º posto, se l’avversario nel turno preliminare di giovedì sarà il Venezia o il Cittadella (che tra l’altro domani si affronteranno nello scontro diretto in casa del “Citta”, presumibilmente senza la volontà di farsi reciprocamente male). Ora come ora ciò che conta è arrivarci, agli spareggi. Lì si aprirebbe un nuovo capitolo, con una pagina tutta da scrivere ed ogni copione possibile.

Futuro

Un passo per volta. Prima, la gara degli ex (Rastelli e Strefezza su un fronte, Castagnetti sull’altro). Per la Spal, adesso, è questa la gara più importante della stagione, premessa affinché ve ne possano essere altre. Al plurale, sì. Perché accedere ai playoff e procedere solo ad un assaggio degli stessi, lascerebbe un certo amaro in bocca, ça va sans dire. —

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