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Mora sarà il custode del nuovo corso Spal. Con i leader in uscita, diventerà un esempio

Luca Mora

Il centrocampista dovrebbe rimanere per guidare il gruppo. In vista di una stagione che si preannuncia complicata

FERRARA. Ripartire e ricostruire. Con una quadra generale che andrà trovata col passare delle settimane, in un’estate che si presenta come una delle più difficili della recente storia spallina: perché il prossimo progetto sportivo – figlio di una dolorosa retrocessione e di una deludente non risalita – dovrà ancor di più tenere in considerazione la questione economica e perché si dovranno fare i salti mortali per allestire una Spal competitiva e mantenerla allo stesso tempo virtuosa in chiave futura.

Porte girevoli


Le valutazioni sulla scelta dell’allenatore (confermare Rastelli o puntare su un profilo di categoria “più economico”) sono tuttora in corso e di conseguenza verranno poi gli incastri dei giocatori. Insomma, per Zamuner e De Franceschi le ferie non esisteranno. Sta di fatto che tra contratti finiti, partenze per alleggerire il monte ingaggi, valutazioni sui prestiti e ingressi di giocatori più o meno giovani (tra cui diverse “promozioni” dalla rosa dell’attuale Primavera) ad agosto ci sarà uno spogliatoio nuovo per più della metà dei suoi componenti. Se la Spal – con Floccari a contratto scaduto – riuscirà anche a cedere Berisha, Valoti, Strefezza (e chissà Vicari...), allora le chiavi del quartier generale, sezione players, passeranno tutte nelle mani di un custode come Luca Mora. Che nel compito di guidare il team da futuro capitano e da leader (già consacrato) dovrà per forza chiedere l’aiuto di due giocatori esperti come Viviani e Missiroli.

Altro capitolo

Il “filosofo” biancazzurro, tornato alla Spal a metà di gennaio, sarà chiamato a uno di quei compiti di responsabilità per cui è particolarmente portato. C’è da dire che si è in buone mani. In questo senso non si può non tornare alla stagione 2016/2017 con Mora già assoluto protagonista dello spogliatoio estense per maturità, intelligenza e applicazione fattiva di valori imprescindibili nella gestione umana di amici, compagni di squadra e dei rapporti con le altre componenti societarie.

Anche per il centrocampista, quest’anno il girone di ritorno con la Spal è risultato sorprendentemente negativo e con ogni probabilità nemmeno lui avrebbe mai immaginato che al termine della stagione la squadra ferrarese non sarebbe stata nemmeno partecipe di quel playoff che lui stesso aveva ampiamente conosciuto con gioia a La Spezia. Quella che inizierà con la preparazione di luglio sarà la terza esperienza spallina di Mora. La prima è là, intoccabile nell’Olimpo, in una cornice che profumerà di storia negli almanacchi della Spal per l’eternità: la promozione in A. Quella da gennaio a maggio 2021 la vogliamo considerare come una seconda parentesi da dimenticare, ma sopratutto da resettare per le condizioni di un ambiente, sportivamente depresso, che hanno reso difficile la messa in pratica delle qualità di un giocatore come Mora.

Traguardi

Che se vorrà ricordare con un minimo di sorriso il periodo appena citato, dovrà farlo soltanto ripensando al simbolico ed emozionante superamento delle 100 presenze in divisa Spal (sono 109 complessive, con 14 gol e 10 assist). L’estate ricaricherà le batterie di tutti e alla ripartenza a tirare il gruppo ci sarà la chioma del calciatore nativo di Parma. La cui presenza sarà ancor più importante del solito e non solo per i 126 gettoni cadetti di una carriera consacratasi proprio in B.

Si tratta di una garanzia per trasmettere uno spirito serio, applicato e vittorioso ai giovani che condivideranno il futuro percorso della Spal. Guidati da uno che va riconosciuto come leader dentro e fuori dal campo. —

Alessio Duatti

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