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Spal, per il mister due profili possibili. Un emergente dalla C o uno da rilanciare

Non praticabile la pista Aglietti, che pure ha lasciato il Chievo. Oltretutto è tra i candidati per la Reggina insieme a... Rastelli

FERRARA. La Spal accelera? Sul fronte allenatore, intendiamo. Non ancora, a quanto pare. La dinamica dei fatti. Alfredo Aglietti al 30 giugno va a scadenza con il Chievo. Il club gialloblù avrebbe potuto far scattare la clausola di rinnovo lunedì (quello appena trascorso) ma era in programma un vertice tra le parti per discutere di programmazione tecnica ed aspetti economici. Un incontro che, contrariamente alle indicazioni pubbliche, è stato anticipato a sabato scorso, e lì Aglietti ha comunicato la propria intenzione di non prolungare, di non restare. Una volta appreso tale fondamentale particolare, la Spal è stata indicata in contatto diretto col mister, da sempre - come idea di principio - assai gradito unitamente a Luca D'Angelo del Pisa. Ma andava capito se Aglietti potesse essere interessato, se fosse raggiungibile, se entrasse nei parametri economici della Spal e se ne condividesse e accettasse la pianificazione della stagione 2021/2022. C’è quindi stato un abboccamento.

Aglietti verrebbe più che volentieri alla Spal. Ma allo stato il club biancazzurro è ancora in attesa di fare chiarezza sulle proprie disponibilità e di conseguenza sui programmi. Se Aglietti lascia il Chievo perché non in sintonia con i progetti di ridimensionamento degli scaligeri, allora non si vede come possa figurare tra gli obiettivi agganciabili da parte della Spal. Il nodo riguarda sia l’aspetto inerente l’ingaggio, sia le garanzie sulla costruzione della squadra. Aglietti avrebbe reso praticabile il 4-3-3 ed il lancio in pianta stabile di Thiam in porta e Seck in attacco. Ma poi? Ci sarebbero state e ci sono tante altre questioni, in primis l’impossibilità in questo momento di garantire quei rinforzi di peso (difensore centrale, attaccante da gol) indispensabili per convincere l’allenatore. Per questo, salvo sconvolgimenti che non appaiono all’orizzonte, non pare credibile poter dare seguito alla pista Aglietti. In sottofondo oltretutto ci sono le sirene della Reggina che perde Baroni (allenerà il Lecce) ed avrebbe lo stesso Aglietti, Dionigi, Iachini e... l’ormai quasi ex spallino Rastelli nella short list per la propria panchina.


Quindi su chi si orienterà la Spal? Le alternative sono due: un profilo da rilanciare o un emergente, a questo punto in provenienza dalla serie C. I vari Aimo Diana, Javorcic, Viali, Pavanel rientrano in quest’ultima categoria, ma allo stato non possono essere considerati candidati prioritari rispetto ad altre possibili direzioni. Bisognerà aspettare ancora.

Nel frattempo va rimarcato come le finanze spalline trarrebbero giovamento dalla cessione di Kevin Bonifazi. L'Udinese può esercitare il riscatto per circa 6 milioni e mezzo, e sarebbero soldini utilissimi. Ma per il difensore potrebbe aprirsi pure un’altra prospettiva, rappresentata dalla Roma. L'interessamento giallorosso c'è (non per ispirazione di Mourinho, immaginiamo, però fa lo stesso), quindi gli scenari diventano due: l'Udinese riscatta Bonifazi (poi decide se tenerlo o cederlo alla Roma o altrove), oppure il difensore rientra alla Spal che in seguito lo trasferisce all'acquirente, nel caso appunto la Roma.

In ogni modo i biancazzurri guadagnerebbero il dovuto e non avrebbero sulla schiena i quattro anni e mezzo di contratto (a 1 milione stagionale) di Bonifazi. E potrebbero avere un margine in più per delineare le linee strategiche della stagione. —

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