Contenuto riservato agli abbonati

L’urlo di Moraschini: «A Tokyo mi porto tutto l’orgoglio centese, un momento perfetto»

Nel volo dell’Italbasket c’è anche il contributo di un giocatore estense. E adesso Riccardo avrà la possibilità di esordire alle Olimpiadi 

CENTO. Centese doc, 30 anni, Riccardo Moraschini sarà fra gli atleti della provincia di Ferrara che parteciperanno alle Olimpiadi di Tokyo. L’Italbasket del coach Meo Sacchetti ha compiuto un miracolo sportivo, qualificandosi per i Giochi battendo domenica in casa “nemica” la favoritissima Serbia.

Emozioni uniche


«Quella di domenica è stata una serata perfetta – racconta Moraschini -, avevamo raggiunto il primo obiettivo: darci la possibilità di giocare la finale contro la grande favorita Serbia in casa sua. Grande prestazione, bellissima serata, molto emozionante: ci siamo regalati questo meraviglioso sogno di andare alle Olimpiadi: ce lo godiamo appieno».

Ora, Tokyo... «Ancora si fa fatica a realizzare che cosa significa essere un olimpico, di noi nessuno c’è mai stato. Io in primis ancora non ho ben chiaro che cosa significhi, per vivere determinate situazioni bisogna provarle prima... La voglia e l’emozione di essere lì è enorme, sono contentissimo di poter vivere questa esperienza: andiamo a Tokyo a giocarci ogni gara come abbiamo fatto al preolimpico, dopo si vedrà».

Obiettivi

L’Italbasket affronterà la Germania (25 luglio), l’Australia (28 luglio) e la Nigeria (31 luglio). «L’obiettivo è quello di giocare una gara alla volta – ha continuato Moraschini -, non dobbiamo metterci dei traguardi: abbiamo meritato di giocarci l’Olimpiade, dobbiamo prendere le partite che verranno una per volta, con grande serenità, come abbiamo fatto a Belgrado. Poi quando finirà il girone tireremo una riga, guarderemo cosa avremo fatto e penseremo al dopo».

«Da centese sarà una grande emozione: non veniamo da città immense, siamo in pochi e quando vengono fuori questi traguardi così belli e importanti, beh, rende ancora più orgoglioso essere di quel paese, di quella città e di quella provincia. Sarà molto bello. Non ho mai pensato a quale obiettivo potermi porre, l’unica cosa che farò sarà aiutare la squadra come ho fatto sempre al meglio, che siano 5’ o 20’: abbiamo la possibilità di giocarci una cosa unica. Il basket azzurro mancava da 17 anni dalle Olimpiadi: è qualcosa di speciale, dal canto mio voglio aiutare la squadra a vincere più partite possibili».

Il gruppo

«La vera forza è il gruppo, siamo molto coesi, ci divertiamo a giocare assieme: si è visto. Abbiamo meno punti di riferimento rispetto agli anni passati, siamo in una sorta di cambio generazionale che ha dimostrato di essere di altissimo livello, con giovani, che non hanno paura di niente. Anzi, quando ci sono le gare che contano, abbiamo tirato fuori il meglio di noi. Il gruppo è la nostra forza e lo sarà ancora di più con l’inserimento di un grande giocatore come Danilo Gallinari».

Cento e Ferrara

«Le seguo - ha chiuso Moraschini -. Conosco molti ragazzi che hanno giocato o giocano a Ferrara e a Cento: è chiaro, io vengo da Cento e la mia famiglia è sempre stata grande tifosa della Benedetto, quindi la seguo particolarmente con grande affetto. Ho visto che hanno fatto buoni campionati: Cento vive la A2 da pochi anni, sta prendendo sempre più forma come società di A2, mentre Ferrara da molti anni gioca quel campionato e ha fatto una grande stagione, nonostante gli infortuni. Sono due società ben strutturate per fare grandi campionati di A2». —

Lorenzo Montanari

© RIPRODUZIONE RISERVATA