Jon Tiriac fa causa all’Atp

L’ex campione rumeno  aveva acquisito i diritti del Madrid Open nel 2012 Tsitsipas vuole che i “consigli” dalla tribuna diventino legali

Vezio Trifoni

roma. Mentre il tennis attende l’inizio delle Olimpiadi di Tokio scoppiano due casi. Uno a livello organizzativo con Jon Tiriac e l’altro di coaching con la proposta di Tsitsipas.


Tiriac ha fatto causa all’Atp. A intentare l’azione legale è Super Slam Ltd, società con sede a Cipro di proprietà dello stesso Tiriac, ex davisman rumeno, che ha acquisito i diritti dell’Atp Tour del Madrid Open nel 2012, alle stesse condizioni dell’accordo originale del 2008, e che ha portato il torneo nella categoria Masters 1000, la più alta nel circuito a parte i quattro Grand Slam. Tiriac, che organizza anche in contemporanea un analogo torneo Wta, non è nuovo a iniziative del genere. Tempo fa aveva citato in giudizio anche la Wta per motivazioni diverse. L’Atp ritiene che la causa non abbia alcun fondamento di diritto o di fatto e si difenderà con assoluta determinazione.

«Nel tennis, dovrebbe essere consentito coaching su ogni punto. Il nostro sport deve adottare questo sistema. Probabilmente siamo uno degli unici sport globali che non usa il coaching durante il gioco. Dobbiamo renderlo legale. È ora che il nostro sport faccia un grande passo avanti». Deluso dalle porte che continuano a chiuderglisi in faccia, Stefanos Tsitsipas lancia una crociata regolamentare. Ha perso netto in semifinale agli Australian Open contro Medvedev vanificando l’impresa in cinque set contro Nadal, ha perso in finale a Barcellona mancando un match point contro Rafa, ha perso in tre set equilibratissimi contro Djokovic a Roma, ha perso da due set a zero contro Djokovic nella finale del Roland Garros dopo aver eliminato Medvedev e Zverev, e poi ha perso subito a Wimbledon con Tiafoe e al secondo turno ad Amburgo contro Krajinovic. L’ideale per lui sarebbe proprio avere un suggeritore che gli indica sempre la via e gli fa dribblare le trappole del nemico.

Tanto che è fra i giocatori più puniti con l’ammonizione, per coaching, cioé le segnalazioni illegali che gli arrivano dalla tribuna. —