L’incubo cancellazione

Muto: se i casi aumenteranno, valuteremo ogni strada

TOKYO. Il Cio cambia ufficialmente motto olimpico, aggiungendo la parola “insieme” al celebre “più veloce, più in alto, più forte”, eppure a Tokyo, a tre giorni dalla cerimonia inaugurale, continua a regnare incontrastata l'incertezza su un'edizione dei Giochi segnata da dubbi e contraddizioni. Se dal numero uno del Cio Thomas Bach e dal premier giapponese Yoshihide Suga sono arrivate rassicurazioni e parole volte all'unità e alla solidarietà, a far tremare il mondo a cinque cerchi sono state le frasi di Toshiro Muto, capo del comitato organizzatore che guarda al numero dei contagi, in crescita in tutto il paese, e arriva a mettere in discussione la manifestazione stessa. «Non possiamo prevedere cosa accadrà con il numero di casi – ha dichiarato – se ci sarà un picco di casi, ne discuteremo». Secondo l'ultimo conteggio ufficiale sono 71 i positivi collegati alle Olimpiadi, numero destinato inevitabilmente a salire in vista del via delle competizioni e dell'arrivo di altri atleti. L'ultima “vittima” del virus è la cilena Fernanda Aguirre, specialista nel taekwondo: l’atleta è risultata positiva a due test all'arrivo all'aeroporto di Tokyo e, come da protocollo, è stata posta in quarantena. Aguirre, asintomatica e definita in buona salute, non potrà a questo punto prendere parte alla sua gara, in programma domenica. «Abbiamo concordato che in base alla situazione del Covid, convocheremo di nuovo un meeting a cinque – ha aggiunto Muto – iI contagi potrebbero aumentare o diminuire, quindi penseremo a cosa dovremo fare quando si presenterà la situazione». Dubbi in contrasto con le certezze di Thomas Bach. «La cancellazione non è mai stata un'opzione per noi – ha spiegato – il Cio non abbandona gli atleti». Pensiero condiviso dal primo ministro Yoshihide Suga. «Il mondo si trova di fronte a grandi difficoltà. Ora è il momento in cui dobbiamo restare uniti e, con gli sforzi e la saggezza dell'umanità, portare a termine i Giochi. Possiamo farcela, dopo un lungo tunnel, vediamo la via d'uscita. Ci sono molte restrizioni, questi saranno Giochi diversi da quelli del passato. Proteggeremo la salute e la sicurezza del pubblico giapponese e, al tempo stesso, quella degli atleti e delle parti coinvolte». Tanto per iniziare Julius Ssekitoleko, l'atleta ugandese scomparso nei giorni scorsi dopo aver lasciato un biglietto in hotel in cui confessava di voler lavorare in Giappone per non esser costretto a tornare al suo paese, è stato ritrovato. La sfida per arginare il virus, però, si preannuncia ben più complicata. —