La Divina fa “all in” sui 200 Paltrinieri multitasking e occhio a baby Pilato...

Per capire quante e quali speranze di medaglia avrà l’Italnuoto a Tokyo basta scorrere il medaglie dei Mondiali di Gwangju (2019), dove la squadra azzurra fu grande protagonista con 3 ori, 2 argenti e 3 bronzi. Partiamo dai grandi calibri, ovvero da chi negli ultimi anni si è sempre elevato in ambito internazionale: in cima alla lista spiccano il livornese Gabriele Detti - bronzo in carica nei 400 e 1500 stile libero, iscritto in Giappone ai 400 e 800 - e il carpigiano Gregorio Paltrinieri (oro nei 1500), stavolta impegnato anche nella 10 km (oltre agli 800 e 1500 in piscina). Paltrinieri che è reduce da una forma lieve forma di mononucleosi, ma che per fortuna non ha inficiato sulla preparazione ad un appuntamento atteso 5 anni. Al fianco dei “gemelli diversi”, naturalmente, Federica Pellegrini, alla sua quinta partecipazione olimpica. La Divina farà “all in” nei 200 stile libero, contribuendo anche alla staffetta 4X200. L’altro asso in campo femminile è Simona Quadarella, iridata nei 1500, pluricampionessa europea con 6 titoli consecutivi e della quale Katie Ledecky, l’imprendibile americana, nutre un gran rispetto. Ma attenzione pure all’australiana Titmus e alle cinesi. Forte del bronzo conquistato in Corea del Sud, Martina Carraro andrà alla ricerca di una finale nei 100 rana spalla a spalla con l’enfant prodige Benedetta Pilato, primatista del mondo dei 50 ma non ancora così affidabile sulla distanza olimpica. Nei 200 dorso, Margherita Panziera non ha ancora digerito il quarto posto di due anni fa ai Mondiali e quindi non vede l’ora di combattere. Sara Franceschi sogna una finale nei misti. Tornando ai maschi, entrambe le staffette a stile libero potrebbero ambire al ruolo di guastafeste in zona medaglia, al pari di Federico Burdisso nei 200 farfalla, Miressi nei 100 stile libero e di Razzetti nei misti. —