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Pellissier, cuore di Spal: «Tacopina l’uomo giusto»

Sergio Pellissier con Walter Mattioli

L’ex attaccante e poi manager del Chievo (ora al Rovigo) analizza la svolta societaria. Il nuovo proprietario vorrà creare qualcosa di buono. E poi la carezza a Esposito e Dickmann

FERRARA. Sergio Pellissier rappresenta una bella fetta di storia per il calcio italiano. Perché, pur non avendo mai militato in un top club, il classe 1979 è riconosciuto comunemente come una delle ultime bandiere meritevoli di rispetto globale, senza distinzione di piazze e di colori. Da tutti gli amanti del pallone. E questo viste le 17 stagioni consecutive militate al Chievo Verona e caratterizzate da oltre 500 presenze e 139 gol.

L’inizio degli anni 2000 (per due stagioni) dell’attaccante aostano è tuttavia riconducibile alla Spal, trampolino di lancio di una bellissima carriera che dopo l’addio al calcio giocato è finita dietro la scrivania, in un’altra veste. Prima (ovviamente) al Chievo, poi a Rovigo come direttore generale. Nella nuova avventura che Pellissier ha appena iniziato al fianco dell’imprenditore ferrarese Roberto Benasciutti, già con una doppia vita dirigenziale alla Spal (a metà degli anni 2000 e nella stagione 2012/2013). Questa sorta di reunion biancazzurra al Rovigo Calcio avrà come obiettivo l’ascesa del club che dentro lo stadio “F. Gabrielli” giocherà il campionato di Prima Categoria.


Sergio, com’è nata quest’idea?

«Dalla conoscenza di Benasciutti. Mi ha dato piena fiducia e carta bianca chiedendomi una mano per ridare credibilità a una società che negli anni precedenti aveva avuto alcuni problemi. L’ambiente è buono, le ambizioni sono alte, gli stimoli per crescere ci sono per cui questa è un’esperienza che mi piace fare. Mi è sempre piaciuto pensare di poter essere utile dando il mio contributo per far raggiungere soddisfazioni a una tifoseria. È escluso dai programmi che io possa tornare in campo, sono fermo da due anni e non sarei molto d’aiuto (ride; ndr)».

Uno dei suoi obiettivi è far crescere i giovani...

«Il settore giovanile è la cosa più importante in ogni società di questo mondo. È fondamentale e va curato a tutti i livelli per dare ai ragazzi la possibilità di crescere e divertirsi nel modo giusto».

A proposito di società. È aggiornato sul fronte Spal?

«Sapete che sono di vecchio stampo e mi piace l’amore che si crea dentro un club. Sarebbe stato bello vedere ancora un ferrarese portare avanti la Spal, ma in questo momento non è facile mantenersi e competere ad alti livelli. I proprietari uscenti hanno fatto tanto per la società, dando lustro e soddisfazioni a Ferrara. Poi sono imprenditori anche loro e credo che abbiano la libertà di fare la loro scelta dinnanzi a problematiche».

Tacopina?

«Potrebbe esser l’uomo giusto per far tornare la Spal in A. Ancora questo non si può sapere, ma vorrà sicuramente creare qualcosa di buono. Sarà molto importante mantenere in società i valori, portati dalle persone che amano questi colori e la città di Ferrara».

Deluso dalla scorsa stagione?

«Pensavo almeno che i playoff venissero raggiunti visti i nomi della rosa. Ma questa è la dimostrazione che la voglia e la determinazione di ottenere qualcosa a tutti i costi contano di più del blasone. Forse è anche il bello del calcio».

Esposito e Dickmann li conosce bene...

«Hanno qualità, possono crescere ancora, la voglia non gli manca, così come l’orgoglio. Sono ottimi giocatori che possono fare ancora meglio di quello che stanno facendo».

Con Floccari, oltre a condividere il nome di battesimo, siete quasi coetanei, nonché esempi per molti.

«Ha fatto sempre bene ovunque è stato e gran parte dei suoi gol sono stati di spessore. Nel momento del bisogno anche alla Spal giocava più lui di tanti altri».

Le va di dare un’opinione sulla difficile attualità del Chievo che va verso l’esclusione dal campionato?

«Mi dispiace molto. Negli ultimi due anni ho provato tanta tristezza per situazioni avute con persone che credevo fossero amiche dentro la società. Diversi professionisti che amano il Chievo sono stati persi proprio in questo periodo e qualche demerito da parte di chi gestisce il tutto c’è. Al momento è come il risveglio dopo un incubo, dispiacerebbe che andasse perso quanto creato, anche perché chi ci rimetterà poi sono le persone che non ci potranno far niente: i tifosi e gli appassionati». —

Alessio Duatti

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Amichevoli

Il 6 agosto col Verona

Oggi col Solandra

Venerdì 6 agosto alle 19.30, lo stadio “Mazza” ospiterà la prima gara della nuova stagione spallina a Ferrara. I biancazzurri di mister Pep Clotet affronteranno in amichevole il Verona. La gara sarà aperta ad un massimo di 1000 spettatori possessori di tessera del tifoso Spal: le modalità d’acquisto dei tagliandi saranno comunicate in seguito dalla società. Oggi invece, nella sede del ritiro, nel pomeriggio allenamento congiunto con il Solandra Val di Sole.