Tutti per Paola, la Egonu per tutti Sfilerà con la bandiera a cinque cerchi

Il Cio la sceglie con altri sei atleti: «Rappresenterò ogni sportivo del pianeta: è troppo bello, ho i brividi addosso»

TOKYO. Ci sarà un’azzurra in più, oltre a Elia Viviani e Jessica Rossi, a sfilare con la bandiera nella cerimonia di apertura di Tokyo 2020. Paola Egonu è stata scelta, insieme con sei atleti di altri paesi, per un onore speciale, quello di portare il vessillo a cinque cerchi all’inaugurazione dei Giochi Olimpici, in programma venerdì alle 13 ora italiana.

«Sono molto onorata per l’incarico che mi è stato dato a far parte del Cio per portare la bandiera olimpica – ha detto la pallavolista azzurra – mi sono emozionata appena il presidente Malagò me l’ha detto, perché mi ritrovo a rappresentare gli atleti di tutto il mondo ed è una grossa responsabilità: attraverso me esprimerò e sfilerò per ogni atleta di questo pianeta».


La scelta di Egonu fa contenti tutti, istituzioni sportive e non. «Un premio per la classe dell’atleta e il valore della persona, protagonista nel 2020 del video dedicato al personale sanitario e ai medici impegnati contro il Covid-19», ricorda il presidente del Coni Giovanni Malagò in un tweet. «Complimenti Paola! È arrivato il giusto riconoscimento al tuo valore sportivo – aggiunge la sottosegretaria allo Sport, Valentina Vezzali – per tutti noi italiani sarà un orgoglio vederti sfilare tenendo in mano la bandiera coi cinque cerchi...». Per il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, «non c’è figura migliore, come donna e come atleta, per portare alla cerimonia di apertura di Tokyo 2020 la bandiera a cinque cerchi, un grande simbolo mondiale di fratellanza e lealtà, aldilà dello sport».

Nel frattempo, il Team Italia è pronto a tuffarsi nell’avventura olimpica. Tra le prime gare ad assegnare le medaglie c’è la prova di ciclismo maschile su strada. La formazione italiana si presenta con Vincenzo Nibali, Gianni Moscon, Giulio Ciccone, Damiano Caruso e Alberto Bettiol. «Siamo usciti alle 10 e siamo andati alla scoperta degli ultimi 150 km. Che caldo... e che salite, soprattutto l’ultima: Mikune Pass, pendenze anche al 15%, farà molto male anche se dalla vetta mancheranno ancora 33 km – ha raccontato il ct della nazionale Davide Cassani – anche il Fuji non è male: 14 km al 7% e finalmente siamo riusciti a salire in bici perché normalmente questa strada è vietata sia ai pedoni che ai ciclisti (c’è il casello per pagare il pedaggio). Il caldo è asfissiante e sicuramente sarà un problema per tanti». La ricognizione proseguirà nella giornata di oggi. «Abbiamo visto la prima salita, oggi la seconda e la terza, domani vedremo gli ultimi 5 km, quelli dell’autodromo e avremo tre giorni per ripassare il tutto – ha concluso Cassani – sì, dobbiamo studiare e anche tanto». Il conto alla rovescia per il sogno a cinque cerchi è iniziato. —