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Scopriamo la Spal che sfiderà la serie B: spazio ai giovani ma protetti dai veterani

La rinascita di Viviani e la garanzia rappresentata da Mancosu danno sostanza al centrocampo biancazzurro

FERRARA. I movimenti nelle ultime sessioni di calciomercato della Spal sono sempre stati tanti, ma mai come in questa tornata. Il cambiamento societario, la revisione dei budget verso la ricerca di un calcio sostenibile e una nuova politica tecnica volta al creare valore attraverso i giovani hanno aumentato il traffico in entrata e in uscita. Sta di fatto che la Spal nella sua nuova rosa ha i classici due (ma non solo) giocatori per reparto. Ora toccherà a mister Clotet trovare la cosiddetta formula magica. Con la prima impronta di 4-2-3-1 che ha dato buoni frutti in chiave offensiva, pur sapendo che durante la corrente sosta il tecnico catalano tenterà di lavorare verso il 4-3-1-2 col ruolo di trequartista centrale che rimarrà tale e con l’intenzione finale di riempire maggiormente l’area di rigore con gli attaccanti di ruolo a disposizione. Nessuna preclusione numerica, comunque, ma tanti ragionamenti da aggiornare per essere pronti a ogni evenienza con turnover, elasticità e rotazioni che dalla ripresa in poi si riveleranno particolarmente importanti.

DOPPIO REPARTO


Il sogno di Thiam si è avverato: il portiere senegalese si è definitivamente preso quella titolarità che ha sempre desiderato. Gli esperti Seculin e Pomini potranno solo giovare al classe 1998, con una sana concorrenza. Per quanto concerne la difesa i terzini destri sono Dickmann e Spaltro (lo svincolato Gaetano Berardi non arriverà, la Spal ha chiuso definitivamente il mercato), mentre a sinistra Tripaldelli farà coppia con Celia. Nel mezzo i titolari del ruolo sono Vicari e Capradossi, con i giovani Coccolo, Heidenreich e Peda pronti a giocarsi le proprie possibilità. In questo momento Peda sarebbe il quinto centrale: se il polacco da qui a gennaio troverà poco spazio, andrà a giocare in prestito la seconda parte di stagione.

LINEA DI MEZZO

La rinascita di Viviani e la garanzia di Esposito hanno illuminato la cerniera dell’abito estense, con la classe di Mancosu come ombrellino del drink da sorseggiare nelle serate di gala. Quello centrale è il reparto che incuriosisce maggiormente, per la duttilità degli interpreti e per la qualità. Crociata è un giocatore tanto giovane quanto sgamato nel campionato cadetto e di panchina ne farà poca. Da Riva è un altro 2000 che ha gamba, dinamismo e carattere. Poi c’è la voglia di Mora, che vuol esser considerato ancora un elemento imprescindibile non solo fuori dal campo. E come la mettiamo col guerriero Zuculini? Pupillo del presidente Tacopina, elemento che terrà altissima l’asticella della battaglia e che si spera possa trovare il prima possibile una condizione fisica perlomeno sufficiente. Il marocchino Abou – arrivato da Real Madrid – è una scommessa tutta da scoprire con pazienza, come normale che sia. Una sorta di operazione che in Inghilterra definirebbero come “win-win”.

VOGLIA DI GOL

Tre sono le punte centrali da cuore dell’area di rigore, quattro gli esterni offensivi. Latte Lath e Melchiorri hanno rappresentato rispettivamente il primo e l’ultimo arrivo in ordine cronologico di quest’estate. Nel mezzo, il milanista Colombo. Le cui premesse lasciano ben sperare per la stagione della Spal. Le carte d’identità dei bomber sono differenti, la fame di segnare con la nuova divisa spallina è la medesima. E le frecce esterne per i loro rifornimenti non mancano: D’Orazio ama partire da sinistra, Seck dalla parte opposta, Piscopo è anche una seconda punta o comunque predilige lo start dalla zolla di destra. Ellertsson (alla sua ultima stagione con la Spal, poi andrà allo Spezia) sarà quel giocatore utile nei finali di gara poiché capace di interpretare entrambe le fasi secondo la necessità : attaccare la profondità o fare dell’onesta “legna”.

Alessio Duatti

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