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Colombo+Melchiorri. La Spal punta sui due centravanti

Il 2002 dal Milan e Ibra agli elogi del d.t. Tarantino: «Top». L’ex perugino: «I gol li ho sempre fatti, arriveranno pure qui»

FERRARA. Il super gol col Pordeone degno del miglior Bobo Vieri, il suggestivo mito argentino di Gabriel Batistuta come idolo da sempre (nonostante la giovane età) e i tosti allenamenti rossoneri al fianco di un certo Zlatan Ibrahimovic. Fonti d’ispirazione, suggestioni d’attacco e potenze offensive attorniano con estrema positività il nuovo “top player” dell’attacco biancazzurro. Così Lorenzo Colombo è stato ribattezzato dal d.t. Massimo Tarantino, euforico nell’avere in rosa uno dei maggiori talenti del calcio giovanile italiano. Così come il d.s. Giorgio Zamuner, che di persona si era presentato nella gigantesca piazza di Casa Milan per perfezionare uno dei prestiti maggiormente attesi nella dimora estense. E se il buongiorno si vede dal mattino, allora la stagione di Colombo non può che essersi aperta con un doppio raggio di sole. Quello capace d’illuminare il “Mazza” alla prima casalinga del nuovo anno e quello estremamente utile alla Nazionale Under 21 nella recente vittoria contro il Montenegro. Di timbri, tuttavia, Colombo vuol continuare a metterne. Magari ripartendo proprio dal big match contro il Monza. Appuntamento che non può di certo passare inosservato per uno che è nato nella località brianzola di Vimercate, comunque non distante da Milano.

«Ci tengo a ringraziare la società – dice Colombo – per le belle parole espresse nei miei confronti. Ho spostato sin da subito questa causa, non ci è voluto tempo per convincermi. La Spal merita un posto in alto nella classifica del campionato, al fianco delle più forti e già al mio arrivo mi sono reso conto di questa cosa. L’ambiente è perfetto per potersi esprimere bene, le idee del mister le condivido in pieno per cui non resta che lavorare al meglio sperando poi di toglierci tutti assieme grandi soddisfazioni».


Dentro il “magic moment” del ragazzo nato nel 2002 è normale che sorga anche quel pizzico di pressione in più: «È giusto che ci sia – spiega Colombo -, tutti si aspettano molto da me e anche io stesso sono di quest’avviso. Sono comunque convinto di poter dimostrare il mio valore e di far bene».

Il giovane bomber ha confermato di trovarsi al meglio come unico terminale offensivo, pur supportato dalla doppia presenza di esterni d’attacco e soprattutto di un trequartista centrale. Nel disegno tattico di quel 4-2-3-1 per ora utilizzato da Clotet, ma nel quale Colombo era cresciuto tra i grandi sotto la guida di Stefano Pioli. Che prima di vederlo partire verso Ferrara, ha chiacchierato con l’attaccante confermandogli l’utilità di quest’annata in prestito volta alla sua crescita personale. Poi sugli allenamenti con Ibra: «Lavorare con uno degli attaccanti più forti della storia del calcio è solo motivo di orgoglio. E’ fantastico, unico. Durante le sedute vuole sempre il massimo da tutti i compagni, te lo fa anche capire in maniera forte (ride; ndr), ma credo sia una cosa giusta perché poi tutti sono sempre spinti a dare di più».

Il pensiero è poi andato nello specifico a mister Clotet: «Come ho detto mi trovo bene nel suo ideale di calcio aggressivo. Vuole sempre giocare in avanti per creare tante occasioni da gol e naturalmente per un attaccante questo è molto importante. Ritiene basilare il pressing alto per il recupero palla. L’emozione del primo gol al “Mazza”? Indescrivibile. Il supporto dei tifosi – chiude Colombo - è stato fantastico e ci servirà sempre per far meglio e vincere più partite possibili soprattutto in casa».

I dati anagrafici sono completamente differenti, ma anche Federico Melchiorri (1987) manifesta tutta la sua carica per dare una mano concreta alla Spal: «Arrivare in questa società così blasonata per me è una grande fortuna, un orgoglio, oltre che un traguardo. Porto tutto me stesso, con la mia professionalità e con la mia esperienza cercando di ripagare la fiducia che mi è stata data. Voglio dare una mano anche ai compagni più giovani. Colombo e Latte Lath? Col primo mi sono allenato solo una volta ma si vede subito che è un giocatore di spessore con tante potenzialità. Latte Lath ha un fisico impressionante, è una scheggia a livello di potenza e brillantezza. Sono giovani, hanno margini di miglioramento e l’annata potrà servirgli».

E a proposito di stagione cadetta: «La B purtroppo o per fortuna è un torneo estremamente difficile e livellato. Il primo pensiero è raggiungere prima possibile la salvezza per non incappare in brutti scherzi, poi vogliamo toglierci tante soddisfazioni. Una quota gol mia? Non l’ho mai fissata in tutta la carriera, ho sempre solo ritenuto prioritari gli obiettivi di squadra. I gol sono sempre arrivati e mi auguro possano arrivare anche quest’anno».

Melchiorri, che era stato accostato (più da voci che da trattative vere e proprie) alla Spal durante il primo degli ultimi tre anni di serie A, arriva dal Perugia. Un capitolo – al momento – chiuso per l’attaccante: «Sì, sono un po’ amareggiato per quello che ho sempre dato e per quello che è stato il finale, però nel calcio capita anche questo. Ora penso solo alla Spal e a questo campionato importantissimo che ci apprestiamo ad affrontare».

Alessio Duatti

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