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Spal, adesso è tutto un altro calcio. Clotet ha portato modernità ed efficacia

Ritmo, intensità, verticalità, qualità, gioco. E capacità di andare alla conclusione: pure con un rivale come il Monza ben 18 tiri

FERRARA. Un tempo a testa è la sintesi, e la somma, di 30 minuti iniziali più una ventina finali a favore della Spal, ed il resto ad appannaggio del Monza. Ma al di là di ciò resta l’impressione globale che quella vista sabato, contro la corazzata brianzola, sia una Spal sempre più competitiva, e convinta dei propri mezzi. Una squadra bella come non si ricordava da anni, animata dal calcio verticale di Pep Clotet e capace di interpretare lo stesso. Dove riuscirà ad arrivare ovviamente non si sa. Ma l’espressione complessiva è tale da indurre all’ottimismo.

Football totale. A tratti ci è sembrato, con tutte le proporzioni del caso, di rivedere la straordinaria Olanda ammirata in tv la scorsa settimana contro la Turchia. Stessi concetti, stessa interpretazione, stesso modulo, stessa furia, stesso andare avanti alla continua ricerca del gol. Solo che la Spal sabato ne ha segnato appena uno (con l’ottimo, immancabile, Colombo), a differenza di quanto aveva fatto contro il Pordenone. Ma era diverso l’avversario, e per questo il test è risultato ancor più probante. La prima mezz’ora è stata sontuosa. Un calcio moderno, fatto di organizzazione e pressione, velocità e ritmo, un football verticale e avvolgente.

Finalmente messa in cantina la difesa “a tre” (“a cinque”...) imperante da quasi un decennio, finalmente una squadra di passo e frequenza (e non più bradipeggiante), che tiene svegli ed eccita, oltre che di qualità. Si respira davvero un’aria diversa alla Spal ed intorno alla Spal. Poi, certo, c’è stata una fase di sofferenza, di difficoltà, di affanno, culminata nel pareggio del Monza. I biancazzurri stentavano sia nell’arginare i rivali, sia nel ripartire (a lungo, ad inizio ripresa, non ci sono proprio riusciti). Mister Clotet ovviamente se n’è accorto subito, ha pensato alla variante tattica, ma quel cambio non si riusciva a fare, perché il pallone non usciva mai, ma proprio mai. Il gioco si è fermato solo dopo... la rete brianzola. Quindi Clotet ha immediatamente messo Crociata per Seck, virando sul 4-3-1-2. La Spal ha fatto passare la buriana, si è ripresa, è risalita di tono, ha riguadagnato campo, ha creato occasioni di pericolo (due con Latte Lath, una con Melchiorri), ha avuto altri presupposti interessanti, atleticamente ha finito con più birra del Monza, nonostante il caldo e nonostante il dispendio imposto dalla gara.

La squadra c’è. Il collettivo c’è. E contro cotanto avversario la Spal ha tirato ben 18 volte, di cui 7 nello specchio: un dato che la dice lunga su mentalità, potenzialità, soluzioni. Ha compiuto 20 falli, contro i 13 del Monza: dimostrazione di aggressività. Il dato in controtendenza è stato quello del possesso palla: 46%, contro il 58% avuto a Pisa ed il 64% davanti al Pordenone. Ma per interpretare il numero va letta la partita, la sua dinamica, la successione di fasi e circostanze, la caratura dell’avversario.

Alcune considerazioni spicciole. Colombo è fortissimo, e adesso che segna si accodano tutti a quanto dicevamo in tempi ampiamente non sospetti, l’11 agosto dopo l’amichevole con l’Adriese, o dopo il match di Coppa a Benevento quando sottolineavamo quanto sarebbe stato necessario un trequartista o una seconda punta per sostenere ed affiancare il centravanti. In tal senso è arrivato Mancosu, che col Monza ha brillato meno a livello qualitativo ma perché si è sobbarcato un gran lavoro, diverso. E quando Clotet ha virato sul 4-3-1-2, il trequartista lo ha fatto Crociata, con Mancosu mezz’ala. Ciò significa che il tecnico contempla la convivenza e la compatibilità (sacrosanta) dei due ma - almeno al momento - a ruoli invertiti rispetto a quanto si potrebbe ritenere dall’esterno. Possibile che si arrivi a un’inversione? Sì.

Quindi, 4-3-1-2 o 4-2-3-1 o 4-3-2-1? L’importante è che la Spal sappia e possa interpretare questi sistemi, anche per valorizzare al meglio le risorse individuali di cui dispone.

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