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Clotet contro Lucarelli, i mister coraggio. Ternana-Spal è anche duello tra panchine

Domani sera partita importante per la classifica e stuzzicante per il faccia a faccia tra due allenatori sotto i riflettori 

FERRARA. Il coraggio li accomuna e la comunicazione è un loro assoluto punto di forza. Dentro e fuori lo spogliatoio. Pep Clotet e Cristiano Lucarelli si stringeranno la mano per la prima volta a qualche istante dal fischio d’inizio di Ternana-Spal. Un primo incrocio, tanto inedito quanto curioso. Tra due degli allenatori maggiormente illuminati dai riflettori della B. Perché le rispettive proposte di calcio sono riconosciute comunemente come moderne ed efficaci. Con il mister biancazzurro che già a Brescia aveva fatto vedere di che pasta era fatto, mentre per il Lucarelli vestito d’allenatore c’è voluto un po’ più di tempo. Ma la dimensione Terni, ha lanciato anche questa parte di carriera. Due storie diverse, per ora senza intrecci tra loro, ma nate più o meno negli stessi anni. L’anagrafica di Clotet ci riporta in Catalunya nel 1977, quella di Lucarelli a Livorno, soltanto due anni prima.

MISTER PEP


Cellino l’ha sempre stimato, Perinetti ancor di più, Tacopina lo adora dal primo giorno di Spal. Clotet non ha trascorsi particolarmente rilevanti da calciatore. Lui il mestiere che ha sempre sognato l’ha intrapreso studiando da fuori il set verde sin da ventenne, con un tempo formativo a Barcellona e nei luoghi limitrofi. In Spagna si è abbeverato dalle fonti di Pochettino e Pellegrini (vedi Malaga), ma gran parte del suo percorso – anche culturale e di mentalità – l’ha svolto nel nord Europa. Laddove, ad ogni angolo, si respira un rispetto maggiore per il football e per la vita in generale.

Svezia, Norvegia, ma soprattutto Inghilterra (e Galles): la patria del pallone, al seguito delle nozioni quotidiane dei vari Laudrup, Monk e Bielsa. Clotet deve gran parte di ciò che è diventato alle tappe di Swansea, Leeds, Oxford e Birmingham. L’adorazione per gli scacchi, per la tattica, per lo studio frenetico delle situazioni d’attacco e le opinioni sul calcio espresse su due mezzi di comunicazione mondiali come Sky Sports Uk e Marca, sono soltanto esempi di quanto Pep (così, per nome, lo ama chiamare Joe Tacopina) abbia alto il sentimento per il pallone che rotola. Oggi Clotet parlerà in conferenza stampa, presentando l’impegno del “Liberati”. Dove la Spal proverà a mettere in pratica l’identità forgiata dal mister e dal suo staff. Fatta d’intensità, verticalità e ritmo. In ogni zona del campo. Con coraggio, spirito e forza.

MISTER CRISTIANO

Dal canto suo, mister Lucarelli proverà a mantenere le “Fere” in scia positiva. Le sorprese rifilate a Monza e Parma hanno rilanciato una stagione che non era partita nel migliore dei modi. Forse per le enormi aspettative, visto che l’anno scorso la Ternana aveva letteralmente dominato un campionato da record con 90 punti (28 vittorie, 6 pareggi e 2 sconfitte) a cui va aggiunto un +63 di differenza reti e un +22 sul Catanzaro che si era classificato secondo (va aggiunta anche la vittoria in Supercoppa di Serie C nel triangolare con Como e Perugia).

La svolta della carriera da allenatore del fratello maggiore di Alessandro (ex difensore, da anni impegnato in società al Parma) è stata proprio questa. Visto che prima dell’anno passato il cammino da mister non aveva trovato troppi sorrisi tra Toscana e Sicilia. Le attuali premesse forse sono arrivate in ritardo, ma l’autostima che Lucarelli ha preso e riportato nel gruppo Ternana non potrà che dar seguito a quello che vuol essere un ciclo pieno di successi e di gol. E ci mancherebbe, per uno che da giocatore nelle 571 partite della carriera ha segnato 234 volte (media 0.41 a match). Lucarelli a inizio degli anni Novanta si era fatto le ossa tra Cuoiopelli, Perugia, Cosenza e Padova prima di esordire in A con l’Atalanta (1997) ed emigrare a Valencia per la prima delle due esperienze all’estero (l’altra nel 2007 con gli ucraini dello Shakthar), disputate senza mai luccicare. Ha brillato eccome nella sua città, invece, – dopo i passaggi in A fra Lecce e Torino – con la vittoria della B nel 2003/2004 e proseguita per altre tre stagioni nel massimo campionato, con il ritorno in A del Livorno dopo 55 anni festeggiato nell’esordio 2-2 di San Siro col Milan grazie a una sua doppietta (la serata era quella dei 10.000 ospiti con la bandana sfottò nei confronti dell’ex presidente rossonero Silvio Berlusconi). Pep contro Cristiano, atto primo.

Alessio Duatti

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