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La Spal di Clotet in viaggio viene punita oltre i demeriti. Ma ora serve più cinismo

Anche a Terni domenica sera buona prestazione però zero punti in classifica. Tra errori di Thiam (Seculin o Pomini sono pronti) e palle gol sprecate

FERRARA. Il calcio è una cosa semplice e non va reso particolarmente complicato durante il suo svolgimento o nelle analisi a freddo. La questione Spal e le tre – anzi quattro, se ci aggiungiamo la Benevento estiva di Coppa Italia – trasferte disputate senza portare a casa nemmeno un punto ha un unico (doppio) comun denominatore: gli episodi dettati da palesi errori individuali in zona difensiva vengono pagati a carissimo prezzo, così come il poco cinismo davanti fa la differenza in senso opposto. Tutto molto semplice e allo stesso tempo correggibile.

L’amaro


Con pazienza, equilibrio, ma anche con determinazione e ferocia agonistica per evitare altri rientri a casa con l’amaro tra denti e palato. Certo, il ridurre tutto a episodi e fotografie determinanti scattate nel corso di un match è forse riduttivo, ma è corretto farlo se in linea generale la prestazione globale della squadra è stata sufficientemente apprezzabile. E anche a Terni – così come a Pisa e Reggio Calabria – la Spal ha partecipato alla contesa con sudore, impegno e speranza di potersi imporre. Naturalmente si può far meglio quando si vince, figuriamoci quando nemmeno si pareggia. In linea di principio questo è anche un concetto scontato per una squadra, a maggior ragione giovane, che lavora sostanzialmente al completo da circa un mese dopo un’estate trascorsa tra uno storico closing e tantissime porte girevoli. Si son perse tre partite in altrettante uscite esterne, giusto, ma calma e gesso. Di catastrofismi, in questo momento, non c’è proprio bisogno. Perché il fattore away no good è stato riconosciuto anche da un onestissimo Clotet. Che non si nasconde dinnanzi a ciò che ancora manca alla sua Spal e che questa settimana si confronterà di certo col suo staff e nello specifico con il preparatore dei portieri, Cristiano Scalabrelli, per capire se dar nuovamente fiducia a Demba Thiam o se concedergli un periodo di riflessione avendo a disposizione due ottimi portieri d’esperienza come Pomini e Seculin.

Errore

L’errore del portiere senegalese sul gol della Ternana (onestamente anche a Reggio Calabria avrebbe dovuto far meglio sulla rete di Montalto) è una responsabilità non di poco conto. Al netto che nel calcio si vince tutti insieme e si viene sconfitti altrettanto collettivamente. Perché come la Spal – intesa come squadra – aveva perso male quel pallone in terra calabrese che aveva dato il via alla ripartenza reggina, in Umbria i biancazzurri sono scivolati malissimo (scalando assai lentamente) dalla destra alla sinistra del campo dove poi Martella ha armato il suo mancino. Sarebbe ingeneroso non citare le due grandi parate che Thiam ha poi compiuto nella ripresa, ma la frittata era stata sostanzialmente servita.

equilibrio

In un primo tempo complessivamente equilibrato e deciso solo da quell’incertezza, con Iannarilli che dall’altra parte aveva fatto il suo su un Viviani mostratosi sempre più in condizione di fiducia. Ecco, forse l’unica vera differenza che si è vista tra casa e trasferta a Terni è stato il poco furore avuto nel primo tempo con un baricentro tenuto troppo basso e una spinta poco qualitativa e fatta di tantissime imprecisioni tecniche arrivata dagli esterni. Nella ripresa Mancosu si è acceso, anche Esposito ha sbagliato meno, Colombo non ha fatto mancare il suo lavoro davanti e la verticalità è stata trovata maggiormente. Con le grandi occasioni di Seck e Latte Lath di certo passate per più di una volta nella mente di un Clotet che vorrà ripartire dal possesso di maggior ritmo avuto nella seconda parte e dalla vistosa voglia di non arrendersi del gruppo. Chiamato ora all’impegno casalingo contro il Parma, con una settimana intera per riordinare alcune idee mantenendo il giusto equilibrio e andando a ricercare punti preziosi per una classifica che mai come in questo periodo va assolutamente lasciata al suo posto per evitare inutili stati d’agitazione. Il cammino è ancora lungo, la questione trasferte non deve diventare una psicosi ma di certo va sistemata, mentre al “Mazza” il fluido visto fin qui dovrà scorrere senza intoppi. Anche col Parma di Buffon. Che verrà a Ferrara ferito dalle ultime negative uscite e da una posizione di metà graduatoria che viste le aspettative iniziali non concede ulteriore tempo al team ducale.

Alessio Duatti

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