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Ferrara, Thiam contro Buffon: la gara degli opposti

Riconfermato titolare il giovane spallino. Da paura i numeri della leggenda del Parma. Una sfida tra pedate e smanacciate

FERRARA. Nessuna sorpresa all’arrivo delle distinte ufficiali. Clotet conferma Demba Thiam dal primo minuto, dando seguito alle dichiarazioni della vigilia che avevano sgombrato i dubbi settimanali post Terni. E allora, via ufficiale al confronto generazionale di questo Spal-Parma cadetto. Con il giovane portiere senegalese che a un centinaio di metri verdi di distanza si è trovato l’espertissimo Gigi Buffon.

Vent’anni esatti di differenza tra i due. Demba nato in Senegal nel 1998, l’ex portiere della Juventus a Carrara nel 1978. I numeri del duello – e della conseguente carriera – fanno paura. Quella di ieri è stata la presenza numero 20 per Thiam nella seconda divisione italiana (13 gettoni collezionati solo lo scorso anno, quando aveva giocato anche 3 partite di Coppa Italia). Ha anche già scoperto il palcoscenico della A, il ragazzo venuto dall’Africa, ma soltanto nelle due (inutili) partite finali di Di Biagio contro Torino e Fiorentina. Infinita, invece, la lista di numeri (e trofei) dell’estremo difensore attualmente in forza al Parma: 657 sfide giocate in A, 44 in B, e una ventina in Francia sotto la Tour Eiffel. E il prossimo compleanno per lui sarà il numero 44...


Dopo i convenevoli di rito (Buffon, con la fascia da capitano, ha scambiato il gagliardetto con Vicari), i due portieri si sono andati a posizionare nelle rispettive aree dei primi quarantacinque di gioco. Demba con la divisa completamente arancio sotto la Ovest, Buffon in zona Est vicino al rettangolo laterale dedicato ai 100 tifosi ospiti arrivati da Parma. Una pedata in gradinata e una smanacciata su corner avversario: le prime azioni attive del portiere spallino. Una comoda parata di ordinaria amministrazione su Colombo e una provvidenziale uscita bassa a stoppare le ambizioni del frizzante Latte Lath, gli appunti segnati con protagonista il campione del mondo del 2006.

Nulla ha potuto fare Demba sulla sventola di Tutino, che dopo aver gonfiato la rete si è fatto tutto il campo per andare a festeggiare il vantaggio nella zona della sua panchina, dove si è recato comodamente anche Buffon. Bravo a disinnescare il tiro insidioso di Crociata poco prima di recarsi negli spogliatoi per la pausa.

Il primo a rientrare in campo dopo il quarto d’ora d’intervallo è stato Demba, mentre per rivedere Buffon c’è voluto qualche instante in più. Al suo arrivo sotto la Ovest c’è stato più di un applauso da parte dei sostenitori estensi, ricambiato dal saluto dell’estremo difensore. È il caso di ricordare che il portiere carrarino ai tempi della promozione in A della Spal nel maggio 2017 aveva dato il suo personale bentornato via social alla Spal definita “società di tradizione dal sapore antico” con in aggiunta un netto “benvenuta Curva Ovest, questo palcoscenico vi appartiene, l’avete meritato e voluto con sostegno incessante, gagliardo e numeroso”.

Nella ripresa azioni, reti e parate mancate. Come quella di Buffon sulla punizione di Viviani. Nulla da eccepire, invece, sull’autentica magia di Colombo. Dopo il triplice fischio, saluti sportivi. Uno molto bello tra Buffon e Scalabrelli.

Alessio Duatti

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