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La Spal si benda gli occhi: vietato guardare la classifica. Conta crescere

La formazione biancazzurra è ancora un cantiere aperto. Mister Clotet punta a far decollare i giovani e alla salvezza

FERRARA. Esaltazione eccessiva per una classifica che vede la Spal nella parte destra a soli 2 punti dalla zona playout? Per alcuni potrà anche esser vero, ma due cosucce sarebbero da evidenziare. La prima è che in questo momento la classifica è l’ultima della cose da guardare, visto che stiamo parlando di una squadra giovane, allestita durante un’estate che per ovvi motivi ha conosciuto un ritardo nella costruzione e perché il percorso di (prima) crescita del team di Pep Clotet è sotto gli occhi di tutti e va seguito con il giusto entusiasmo, la corretta fiducia e quel divertimento generato dalle aspettative comunicate. Ovvero vedere una squadra battagliera, affamata, - appunto giovane – e volenterosa nel lottare per una salvezza che sarà da conquistare attorniandosi di sensazioni positive. Per questo, storcere il naso per gli 8 punti raccolti sui 21 disponibili, non è corretto ma soprattutto diventa controproducente per un ambiente fresco e pieno d’entusiasmo.

Diverse altre realtà, invece, la classifica dovrebbero cominciare a osservarla: tipo Parma e Monza, che rispetto alla Spal hanno solo 1 punto in più, che a Ferrara sono state entrambe fermate e che sarebbero state costruite per “ammazzare” un campionato attualmente comandato a 10 tasselli di distanza dal Pisa.


LE PRIME

Team nerazzurro che continua a volare sulle spalle del gigante Lucca (6 gol) e che come minimo i playoff dovrà centrarli. Sta facendo molto bene anche la Cremonese con gli ex spallini Sernicola e Okoli titolari fissi: l’attuale secondo posto è meritato. Brescia e Lecce (terze hanno fin qui avuto cammini differenti, ma si trovano alla pari. Le rondinelle di Inzaghi erano partite forti, ma recentemente hanno trovato qualche intoppo; i salentini, dopo un avvio a rilento, stanno segnando una media di tre reti a partita con il super tridente Di Mariano-Coda-Strefezza. Di rilievo anche l’Ascoli di Sottil, trascinato dal solito Dionisi: giocatore non propriamente amato dalle tifoserie avversarie, ma veramente forte, incisivo e leader vero. Il Benevento sopra deve esserci: Lapadula lo sa e al momento i suoi 4 gol tengono in media i sanniti. Pur avendo rivoluzionato molto, il Cittadella si conferma isola felice e le giovani scoperte (vedi Okonwko) rimangono un’insidia per tutti. Frosinone – appena battuto e superato a domicilio – compreso.

NEL MEZZO

Le umbre guidano la “pancia” cadetta, con ben 7 squadre divise solo da 3 punti. Il Perugia di Murgia è felice del suo avvio, così come il pollice alto c’è per il sorprendente Cosenza. La Reggina avrebbe potuto fare di più vista l’esperienza e la qualità della rosa. Detto di Parma, Monza e ovviamente Spal, vanno annotati i 7 punti della Ternana di Lucarelli: squadra solida, che si salverà senza troppi problemi.

DIFFICOLTA’

Non è stato un avvio semplice per il neopromosso Como, ma l’ultima affermazione con tanto di 4 gol segnati a Brescia ha risollevato i lariani (Cerri è l’uomo simbolo). Inizia a sorridere anche l’Alessandria con la prima vittoria stagionale raggiunta. Musi lunghi, invece, dalle parti di Crotone dove Mulattieri non sta bastando e soprattutto a Pordenone con la cura Rastelli che al momento ha portato solo un punticino. Il Vicenza del neo trainer Brocchi si è sbloccato e alla ripresa potrebbe tirarsi su diventando un pericolo per tanti.

Alessio Duatti

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