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Spal, Piccareta si specchia in mister Clotet: «Percorsi simili, il suo calcio è intenso e bello»

L’allenatore della Primavera fa un primo bilancio e parla del rapporto col tecnico della prima squadra che come lui ha lavorato in Inghilterra 

FERRARA. Ovunque è stato, ha lasciato un’impronta positiva. L’ultima a Roma è addirittura culminata con la vittoria del tricolore Under17. Oggi, Fabrizio Piccareta è focalizzato sulla nuova esperienza alla guida della Spal Primavera. Tra obiettivi collettivi e i percorsi di crescita dei tanti ragazzi che nella rosa promettono bene.

Mister, il suo bilancio di quest’avvio di stagione?


«È positivo, perché a parte la battuta d’arresto di Empoli, in tutte le altre uscite ho visto la squadra impegnata a costruire la propria identità di gioco. L’interpretazione delle partite con Sampdoria e Verona mi era piaciuta, anche se siamo andati un po’ a sprazzi. Contro il Cagliari, invece, siamo stati sempre propositivi e vogliosi nel non subire gli avversari».

Magari anche un po’ sfortunati…

«Non credo alla fortuna o alla sfortuna nel calcio. Quando si prende un palo, è un errore proprio perché si sarebbe potuto far meglio. Ripeto, mi tengo stretto il filo coerente della nostra crescita, che fa ben sperare. Ricordiamoci anche che siamo in una fase di costruzione con i ragazzi che stanno dando grande disponibilità».

Questa prolungata sosta del campionato non le sembra un po’ troppo lunga?

«Onestamente sì,, perché sono tre settimane senza impegni ufficiali. Dobbiamo comunque adattarci, non è una cosa di nostra competenza. Pensiamo a lavorare sodo e a farci trovare pronti alla ripresa».

Com’è la quotidianità con Tarantino e Catellani?

«Con Massimo avevo già lavorato a Roma. Ci conosciamo e stimiamo reciprocamente da anni e questo ovviamente aiuta molto. Catellani è molto più giovane di me, ma la visione del calcio è la medesima. Soprattutto nella creazione di un modello di gioco efficace e utile anche al singolo percorso di crescita dei ragazzi».

Al momento ha tre giocatori impegnati con le rispettive Nazionali Under 19.

«Sono elementi affidabili, sul pezzo e con tanta voglia di imparare. Csinger è un difensore con potenziale futuribile nel calcio dei grandi. Pavlides ha doti tecniche, fisiche e una creatività che nel calcio moderno possono fare la differenza, mentre Gineitis è uno dei più giovani ma come centrocampista ha gamba, forza e tiro».

Che idea s’è fatto sul “Primavera 1” di quest’anno?

«A parte la Roma, nessuna squadra ha avuto continuità nei risultati. Credo che tra 6-7 partite i valori cominceranno a evidenziarsi maggiormente. Un po’ tutte le rose troveranno la propria quadra. Personalmente in queste prime uscite ho voluto ruotare quasi tutti i giocatori perché ritengo che ogni ragazzo debba sentirsi coinvolto: qualcosa si può perdere nell’immediato, ma l’obiettivo è avere effetti a medio-lungo termine».

Del suo collega Pep Clotet cosa ci dice?

«Abbiamo fatto un percorso simile, dai nostri Paesi fino all’Inghilterra. Ci siamo conosciuti proprio parlando delle nostre esperienze e dei trascorsi. La sua squadra gioca intensamente come da impronta britannica, ma ha anche una natura spagnola perché la proposta è bella da vedere. Si vede che c’è questa ricerca d’elementi».

Alla ripresa del Primavera1 ci sarà Bologna-Spal…

«Sto vivendo l’attesa come per le altre partite. Sarà importante riattaccare la spina con una buona prestazione, pensiamolo a uno step per il nostro cammino».

Ma il suo rapporto in generale con i derby?

«Beh ne ho vissuti a livello giovanile sia a Roma che a Genova. Però il ricordo più bello è la calda rivalità tra Sunderland e Newcastle: ero il vice di Paolo Di Canio, i cui iconici pantaloni d’abito dell’esultanza sull’erba del St James’ Park, dopo quello stupendo 0-3 in nostro favore, vennero poi battuti a un’asta benefica».

A Ferrara come si trova?

«Tre anni a Roma ti fanno perdere un po’ la percezione di una vita a misura d’uomo. Qui la macchina la prendo solo per venire al lavoro. Abito in centro, con mia moglie facciamo tante camminate sulle Mura, ma amiamo anche perderci per le vie antiche della città. Amo la storia e l’arte, ogni angolo è meraviglioso».

Alessio Duatti

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