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Spal, come Clotet vorrà mettere sotto il Cittadella: lo eliminò nei playoff

In maggio col Brescia il trainer venne sconfitto 1-0 Dal 4-3-1-2 speculare a quello veneto alle altre soluzioni

Paolo Negri

FERRARA. Una partita a Cittadella, contro il Cittadella, non è mai banale. Ormai preistorici i tempi in cui tale Sambo era il castiga Spal (in gol sia nell’1-1 del 4 febbraio che in quello del 16 dicembre, sempre del 1990) quando giocare in C2 nel folcloristico “Tombolato” e contro un avversario (all’epoca) sconosciuto sembrava quasi un affronto alla storia biancazzurra.


Tutt’altra musica, adesso. Il Citta ormai da anni è consolidata realtà cadetta, con incursioni ai margini del sogno serie A, svanito per dettagli. Come nei mesi scorsi, quando i granata si erano fatti strada nei playoff eliminando in prima istanza il Brescia di... Pep Clotet. Che domenica, alla guida della Spal, ritroverà proprio i veneti.

Certo, sono cambiate parecchie cosettine. Il Cittadella ha cambiato corso tecnico affidando al “vice” Gorini la panchina occupata per tante stagioni da Venturato, che dopo la sconfitta nella doppia finale col Venezia non ha voluto proseguire il rapporto, sentendosi da serie A e dimenticando forse che serve sì un bravo pilota ma il vero artefice del perenne “miracolo Cittadella” è stato ed è quello straordinario rabdomante del d.s. Marchetti. Quanto a Clotet, non è cambiato, bensì ha cambiato: dal Brescia (portato agli spareggi dopo una grande rimonta) alla Spal, appunto. L’allenatore biancazzurro starà già studiando gli avversari di domenica, alla ripresa del campionato, e magari anche quella partita dello scorso 13 maggio può avergli insegnato qualcosa, o può servirgli per qualche considerazione, analisi, contromossa.

Indipendentemente da chi lo guida, e dagli interpreti in campo, il Cittadella propone un 4-3-1-2 che pare modulo creativo ed ha qualche talento offensivo ma che in realtà è atto principalmente a non far giocare gli avversari e poi a sfruttare spazi e profondità. Questa è sempre stata la caratteristica dei veneti: difficilissimo manovrare contro di loro. Lo sa anche la Spal, memore del 2-0 subìto il passato 12 dicembre quando finì per essere prima imbrigliata e poi infilata alla distanza.

Clotet in maggio propose un Brescia disposto con un 4-3-1-2 speculare a quello del Cittadella, cui bastò un gol - alla fine della prima frazione - per imporsi ed accedere alle semifinali contro il Monza (e poi alla doppia finale col Venezia, come detto). Più di un tempo non bastò per venire a capo dei veneti.

Ora, gli interrogativi che interessano sono questi: che Spal vedremo domenica al “Tombolato”? Clotet quali soluzioni estrarrà dal suo cilindro? Tatticamente modificherà qualcosa?

L’allenatore catalano, si sa, non ama cambiare per cambiare. Né uomini né sistema. Epperò ci si domanda se possa essere produttivo, e se non sarà rischioso, presentarsi con due soli mediani a fronte del quartetto locale di centrocampo. C’è il pericolo di essere “presi in mezzo? Quello di non proteggere abbastanza la difesa? Quello di sovraccaricare di lavoro in rientro gli attaccanti esterni?

Curioso il fatto di preoccuparsi, di trovare contromisure. Non dovrebbero farlo anche gli avversari? E se si stessero chiedendo come contrastare il gioco d’attacco della Spal, la sua pressione alta?

Tra l’altro: il Cittadella quest’anno in casa ha subìto 4 gol in altrettante gare, perdendone una. Quindi è forse un pochino meno solido rispetto al passato, rischia un po’ di più. Il fatto è che la Spal finora in trasferta (a Pisa, Reggio Calabria e Terni) ha segnato solo una rete (su rigore) ed ha sempre perso, indipendentemente dal tenore delle prestazioni e dalle occasioni create. Per cogliere un risultato positivo in casa del Cittadella i biancazzurri dovranno necessariamente far prova di quella concretezza ad esempio mancata a Terni. Ma sarà soprattutto interessante vedere l’approccio, l’interpretazione. Con o senza varianti tattiche.

Dipenderà se Pep Clotet vorrà virare sul 4-3-3 o 4-3-1-2 o 4-3-2-1, o restare invece fedele allo spartito prevalentemente suonato finora.

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