Pregnolato non ha dubbi: «Il Mesola ha dei valori Mix di qualità e umiltà»

Calcio Dilettanti. Nel girone E di Promozione i castellani si trovano al vertice grazie anche alla vena realizzativa del talentuoso attaccante 

il personaggio

Quattro reti realizzate in cinque partite. Quasi un gol a gara, finora. Marco Pregnolato non è un forte attaccante esterno, tecnico e velocissimo, con piedino praticamente fatato, oppure un buon trequartista, o - ancora - una seconda punta. No, Pregnolato è una freccia avvelenata che viene stabilmente piantata nel costato di ogni avversario del Mesola.


Un passato ad Adria e Ravenna in serie D (e a Ravenna è arrivata anche la vittoria del campionato...), un presente a Mesola, magari con un allenatore che allestisca altarini voodoo nella speranza che sia sempre a disposizione.

Lo troviamo in facoltà, a Bologna. Studente di sociologia, con la speranza di un futuro nella gestione economica dello sport. Se qualcuno trova qualcosa di banale nel profilo di Pregnolato, ci faccia il piacere di comunicarlo. Noi non ci siamo riusciti...

Pregnolato, prima di tutto ci spieghi: come ha fatto (il riferimento non è all’ultima partita, naturalmente) a tirare il rigore al posto di Pittaluga?

«Quello è stato facile, nell’occasione Pittaluga non giocava... Di solito le punizioni sono mie, i rigori suoi. Ma dato che lui era stato costretto a rimanere in tribuna, allora il penalty è toccato a me».

Per il Mesola, domenica scorsa, è arrivato il primo pareggio in campionato dopo quattro vittorie consecutive. Mica male per una squadra che ha sostenuto sempre di puntare alla salvezza...

«Puntualizziamo subito una cosa: il Mesola ha lavorato benissimo, negli ultimi anni, per costruire una squadra di valore, solida. Ci sono giocatori di alto valore tecnico, uomini di esperienza, e anche ragazzi che sono animati da una enorme voglia di rivalsa. E - sottolinea ancora Pregnolato - con tutte le intenzioni di farsi valere. È stato costruito un mix davvero riuscito di giocatori e di persone. Poi, e lo abbiamo fatto tutti, abbiamo ragionato e ci siamo comportati con la massima umiltà, con una preparazione sostenuta e partendo dal presupposto di pensare a giocare una partita alla volta, e solo dopo di ragionare sulla prossima gara che ci attende».

Nessuna ambizione di altro tipo?

«Io credo che, se continueremo con la giusta mentalità, raggiungeremo l'obiettivo minimo della salvezza, che è quello importante. E poi vedremo come si metteranno le cose, e se ci saranno altri obiettivi raggiungibili, ci ragioneremo su. L'importante è continuare a comportarsi nel modo giusto. Sappiamo che ci sono delle società che hanno investito parecchio per raggiungere il salto di categoria».

In definitiva, cosa pensa che possa fare il Mesola?

«Ovviamente può e deve dare il massimo, restare sempre umile, continuare a lavorare bene come del resto ha fatto finora, sia come squadra che come società. E poi alla fine vedremo dove ci troveremo».

Alessandro Bassi

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